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ARCHIVIO NOTIZIE SETTEMBRE 2018
19 SETTEMBRE 2018
Comunicato dell'Associazione CIVIS di Ferentino
Ex ospedale di Anagni – Impianti RIR e vendita immobile: due questioni sottovalutate

Il Consiglio Comunale di Anagni nella seduta del 14 Settembre ha approvato una delibera nella quale si legge che “Nel territorio del Comune di Anagni sono presenti sette stabilimenti a Rischio Incidente Rilevante RIR ricadenti nella fattispecie di cui al DLgs 105/2015; tre di detti impianti sono ad alto rischio di incidente rilevante di cui alla Direttiva “Seveso”; nei piani di Emergenza Esterna depositati dalla tre aziende presso la prefettura di Frosinone viene indicato il pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Anagni quale presidio di riferimento nel caso di maxiemergenza fase ospedaliera”.
Ed ancora che:
-“debba essere affrontato in maniera appropriata il problema dei sette stabilimenti a rischio Seveso di cui 3 a elevatissimo RIR che riguarda sia i lavoratori dipendenti che le popolazioni delle aree circostanti”;
- “delibera (…..) di avviare la procedura per la revisione del Piano di Protezione Civile del Comune di Anagni”.
In particolare quest’ultimo punto testimonia del fatto che il Consiglio Comunale ha recepito quanto rappresentato da Civis nel comunicato del 15 Luglio scorso, nel quale indicavamo che:
“Se i Piani di Emergenza pubblicati dalla Prefettura non sono aggiornati, pure il Piano di Protezione Civile di Anagni, ben più recente, mostra qualche pecca visto che nel capitolo 1.4) Servizi Sanitari (pag.7) viene descritta come struttura di sanitaria attiva l’Ospedale di Anagni, con pronto soccorso e reparti di Cardiologia, Medicina Generale, Ortopedia, Urologia, Chirurgia. (vedi link) Solo che tutto questo non esiste più.”.
Nello stesso comunicato Civis riproponeva, dopo averlo fatto fin dal 2015, la questione degli impianti RIR come uno degli argomenti decisivi sui quali basare l’azione per evitare la definitiva chiusura del presidio sanitario. Siamo, perciò, soddisfatti che l’attuale Consiglio Comunale abbia recepito quanto esposto da Civis, a differenza della precedente amministrazione e degli altri soggetti impegnati nelle iniziative riguardanti l’ex ospedale di Anagni (associazioni, sindacati, ecc.) che fino ad oggi avevano totalmente ignorato le ragioni addotte dalla nostra associazione.

Ci sembra, però, che nell’attualità sia l’amministrazione comunale sia gli altri attori della vicenda, stiano sottovalutando il tema della possibile, anzi probabile, vendita dell’immobile dell’ex Ospedale di Anagni, vendita che costituisce un’opportunità per conseguire la realizzazione di un nuovo pronto soccorso; di ciò non c’è traccia nella delibera comunale quando invece può essere avanzata alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone una concreta proposta d’intervento.

Infatti, il Consiglio della Regione Lazio proprio nella seduta di ieri ha approvato l’Art.30 della Legge Regionale n.55 che prevede la cessione degli immobili della SAN.IM, fra cui l’ospedale di Anagni, alle ASL che ne avevano l’utilizzo ed il possesso (cfr resoconto pag.65 e 66 a questo link)
La norma approvata dal Consiglio Regionale ha la finalità di “consentire la realizzazione di politiche di patrimonializzazione e valorizzazione finora precluse”; in buona sostanza le ASL potranno vendere le strutture sanitarie che non utilizzano più per fare cassa.
Il valore dell’ex ospedale di Anagni, ormai del tutto dismesso dopo la chiusura del PPI nel Luglio scorso quindi assai appetibile per operazioni di valorizzazione immobiliare, è indicato in 11,5 milioni di Euro, come risulta dai bilanci della ASL di Frosinone: circa 900 €/mq quando il valore degli immobili residenziali in Anagni è di circa 2.000 €/mq, e di quelli commerciali di 2.500 €/mq.
Anche solo la metà del ricavato della vendita al valore fissato dalla ASL consentirebbe la realizzazione di un nuovo Pronto Soccorso, in altra sede, completo di tutti i presidi ed attrezzature necessarie.
Finora, però, pur essendo ormai nota la possibilità di alienazione dell’immobile, né il Comune né altri soggetti hanno formalmente avanzato tale proposta alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone: vincolare parte del ricavo della vendita alla costruzione di un nuovo Pronto Soccorso.
Serve un atto o provvedimento amministrativo che disponga l’avvio di un procedimento volto a conseguire questo risultato e che impegni gli enti coinvolti, e non chiacchiere come già se ne fanno e sono ne sono fatte in passato, troppe ed inutili.

Non vorremmo che, così come avvenuto per la questione degli impianti RIR, l’opportunità venisse ignorata o sottovalutata per anni, salvo rammentarsene quando ormai è troppo tardi.

Ferentino,lì 19 Settembre 2018
Associazione Civis di ferentino
17 SETTEMBRE 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente
e dell'Associazione CIVIS di Ferentino

Registro Tumori: le associazioni offrono la loro collaborazione alla ASL di Frosinone per superare l’impasse

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e l’Associazione Civis di Ferentino hanno inviato oggi al Commissario Straordinario della ASL di Frosinone, Dott.Macchitella, al Direttore del Dipartimento Prevenzione Dott.Pizzutelli ed alla Responsabile della UF Registro Tumori, Dott.ssa Iannoni, una comunicazione con la quale offrono la loro collaborazione –a titolo gratuito- per superare le criticità nell’attuazione del Registro Tumori.

Infatti, nella esaustiva risposta ad un accesso civico avanzato da Civis, la ASL di Frosinone ha rappresentato che pur procedendo attivamente con gli adempimenti necessari all’accreditamento AIRTUM, le procedure di registrazione ed elaborazione dei dati sono influenzate dalla cronica carenza di personale specializzato, in particolare di medici, che possiedono le competenze necessarie allo svolgimento delle procedure indicate dal regolamento di attuazione del registro tumori.

Pertanto, poiché l’Associazione Medici di Famiglia è costituita appunto da medici, i soci della stessa sono pronti a mettere a disposizione la loro professionalità ed il loro impegno, ribadiamo a titolo assolutamente ed esclusivamente gratuito, a servizio della UF del Registro Tumori della ASL, sotto la direzione della Responsabile Dott.ssa Iannone.
Civis, per sua parte, mette a disposizione le competenze dei suoi soci per collaborare e supportare la ASL negli adempimenti amministrativi e per quanto occorra a velocizzare e snellire gli adempimenti del registro, ugualmente senza alcun onere per l’azienda sanitaria.
Le associazioni sono pronte ad incontrare la dirigenza della ASL di Frosinone e, se ci sarà una risposta positiva, a stipulare una convenzione per formalizzare la collaborazione proposta.

In un periodo nel quale la questione del Registro Tumori è divenuta oggetto di strumentalizzazioni politiche, polemiche, “grida” di manzoniana memoria, ma senza che alcuno faccia un passo decisivo e si rimbocchi le maniche per completare il lavoro già avviato, non può che toccare alle associazioni dei cittadini collaborare concretamente e fattivamente alla realizzazione di questo indispensabile presidio epidemiologico.
I like sui social ed i comunicati stampa sono inutili: c’è bisogno di responsabilità e di impegno, il resto sono solo chiacchiere e bisogno di visibilità.

Frosinone-Ferentino,lì 17 Settembre 2018
Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone
Associazione Civis di ferentino
6 SETTEMBRE 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino
L’Amministrazione Comunale di Anagni fra l’incudine ed il martello:
la Provincia di Frosinone ordina la messa in sicurezza della ex discarica Radicina

Il Settore Ambiente della Provincia di Frosinone ha ordinato al Comune di Anagni di eseguire, entro trenta giorni , le opere per la messa in sicurezza della ex discarica Radicina, opere necessarie a fermare l’emorragia di percolato che da vent’anni contamina tutto il reticolo idrografico ed i terreni agricoli fra Ferentino ed Anagni, inquinando il torrente Alabro, il fiume Sacco e finanche le falde e risorse idriche del comprensorio.
L’ISPRA ha calcolato che si sono riversati sul nostro territorio oltre 10.500 metri cubi di percolato all’anno.

L’ordinanza, pubblicata oggi sull’albo pretorio dell’amministrazione provinciale, è conseguenza della richiesta di intervento inoltrata dall’Associazione Civis nel Giugno u.s. con la quale si chiedeva al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio ed alla Provincia di Frosinone, di porre rimedio all’ignavia del Comune di Anagni che nulla ha fatto per evitare l’enorme danno ambientale, pur essendo perfettamente consapevole della necessità di azioni urgenti.

Ed ora qualche sassolino dalle sue scarpe l’Associazione Civis vuole toglierlo.

L’ordinanza per l’ex discarica Radicina certifica il totale fallimento dell’operato in tema ambientale della precedente Giunta Comunale guidata dal Sindaco Bassetta.
Tavoli, convegni, comunicati stampa, manifestazioni davanti alla Regione Lazio, ma nemmeno un intervento concreto: il nulla.
Conserviamo ancora il comunicato di un consigliere comunale della precedente amministrazione -il quale ha avuto il buon senso di non ricandidarsi- che tacciava Civis di “terrorismo ambientale”, di sfruttare le paure ed i timori dei cittadini per ricavare visibilità:  tutto ciò che segnalavamo era falso, scorretto, distorto, poichè in verità l’aria era pulita, i campi profumavano di fiori ed essenze, le acque scorrevano limpide e cristalline. L’ex (per fortuna!) consigliere deve ancora chiedere scusa, a Civis ed ai cittadini di Anagni.

L’attuale Giunta del Sindaco Natalia, sempre in tema di tutela ambientale, inizia male e rischia di finire peggio: si trova fra l’incudine ed il martello.
L’ordinanza della Provincia obbliga l’amministrazione comunale ad intervenire ed a realizzare le opere indispensabili a bloccare la contaminazione di acque e suoli (messa in sicurezza d’emergenza), e subito dopo ad iniziare la bonifica; se il Comune di Anagni non adempie, subirà l’azione in danno da parte della Provincia che procederebbe immediatamente nei suoi confronti.
Se il Comune procede alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza, ma per farlo utilizza fondi comunali o risorse pubbliche senza aver prima avviato l’azione di risarcimento nei confronti dei soggetti responsabili dell’inquinamento ambientale –già individuati dallo stesso Comune- inciamperà in un procedimento per danno erariale.
In ogni caso, sarebbe assai difficile spiegare ai cittadini di Anagni il ricorso alle casse comunali per lasciare indenni i portafogli di chi ha compromesso salute ed ambiente.
E ricordiamo che Civis ha già diffidato il Comune di Anagni: se l’amministrazione non procederà per il ristoro dei danni e delle spese per la bonifica nei confronti dei responsabili, lo farà in surroga l’associazione.

Questa vicenda crea un precedente importante per la Valle del Sacco: l’azione delle associazioni dei cittadini quando è concreta, ben strutturata, e scevra da finalità politiche, contribuisce in modo decisivo ad orientare e sostenere l’operato delle pubbliche amministrazioni verso la concreta risoluzione delle problematiche ambientali; e quando è necessario può incisivamente spingerle ad attivarsi.
Ci vuole dedizione, il sacrificio di tempo e risorse, e molta, moltissima determinazione.
E non basta la protesta: occorre elaborare ed avanzare  proposte pragmatiche e realistiche.
Per ridurre i costi e gli oneri di bonifica della ex discarica di Radicina, Civis ha elaborato da tempo un intervento e ne ha verificato la fattibilità.
Ed era pronta a proporlo all’amministrazione comunale, sia la precedente che l’attuale: la loro assoluta sordità è un ostacolo quasi insuperabile.

Ferentino,lì 6 Settembre 2018
Associazione CIVIS
Associazione NO PROFIT di Ferentino
Tutela Ambientale
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www.civisferentino.eu
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