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ARCHIVIO NOTIZIE MAGGIO 2018
31 MAGGIO 2018
Comunicato dell'associazione CIVIS di Ferentino

Raccolta differenziata ed isola ecologica nel Comune di Ferentino

Sull’albo pretorio del Comune di Ferentino sono state recentemente pubblicate:

- la Delibera di Consiglio Comunale con l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’isola ecologica, e la variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso dell’area nella quale sorgerà il centro di raccolta comunale:

- la determinazione n.334/2018 del Settore IV di approvazione del progetto sperimentale per il potenziamento della raccolta differenziata nel Comune di Ferentino:

Torniamo, perciò, sull’argomento dopo il nostro comunicato del 27 Aprile u.s. per sottolineare e ribadire alcune questioni e criticità.

Quanto all’isola ecologica, il “meglio tardi che mai” è d’obbligo, ma il progetto è coerente con gli impegni contrattuali (art.6, lettera I del Capitolato d’Appalto) che prevedono la realizzazione e la gestione dell’isola ecologica a carico dell’impresa che svolge i servizi d’igiene ambientale e di raccolta dei rifiuti.
Inoltre, il progetto rispetta la normativa regionale (Linee Guida, DGR Lazio n.162/2012) e quella nazionale (Decreto Ministero Ambiente 08.04.2008 e smi).
In particolare quest’ultimo fissa le tipologie ed i codici dei rifiuti conferibili presso l’isola ecologica o centro di raccolta comunale (allegato al DM, cap.4.1) e le modalità di autorizzazione ed esercizio.

L’isola ecologica non è un impianto di trattamento di rifiuti urbani né una discarica, e neppure un impianto per lo stoccaggio o la messa in riserva, ma appunto un mero punto di raccolta delle frazioni della differenziata raccolte in ambito comunale che vengono trasferite con mezzi più capaci presso gli impianti che effettuato l’attività di recupero e riciclo.
Non ci sono impatti ambientali pregiudizievoli.
La frazione indifferenziata non transita attraverso l’isola ecologica ma viene conferita alla stazione di trasferenza (il Comune di Ferentino usa quella presente nell’area ASI nel Comune di Frosinone), oppure direttamente all’impianto di trattamento meccanico biologico (nel nostro caso la SAF spa di Colfelice).
Inoltre, attraverso l’isola ecologica i cittadini possono conferire le frazioni della RD anche in orari e giorni diversi da quelli previsti dalla raccolta, e quindi hanno maggiori opportunità e più occasioni di operare una corretta differenziazione di rifiuti.
Ancora, presso l’isola ecologica possono essere conferiti tutti quei rifiuti (mobili, elettrodomestici, pile e batterie, oli esausti, ecc.) che spesso i cittadini hanno difficoltà a smaltire correttamente.
Con queste prerogative, l’isola ecologica favorisce l’aumento della percentuale di RD che, a medio termine, ha ricadute vantaggiose sia dal punto di vista ambientale (si riducono gli abbandoni incontrollati di rifiuti sul territorio) che economico (diminuiscono le spese per il trattamento e smaltimento della frazione indifferenziata e quindi la TARI).

Se la realizzazione e la gestione del centro di raccolta spettano all’impresa, invece è obbligo del Comune individuare l’area dove collocarlo, sempre secondo la previsione dell’Art.6 lettera I del Capitolato d’Appalto.
Gli uffici comunali hanno individuato un’area di proprietà dell’ente ed hanno operato una variante al PRG vigente per la modifica della destinazione dei suoli interessati, da agricola a servizi per la collettività gestiti dalla pubblica amministrazione.
La variante era, perciò, necessaria per il rispetto della normativa già citata e per realizzare l’isola ecologica senza abusi o illegittimità: è una procedura, a nostro parere, corretta.

Fino a qui, nulla quaestio.
Ribadiamo però, come già fatto nel precedente intervento, che non basta la mera progettazione dell’isola ecologica, la quale deve essere aperta nel più breve tempo possibile, correttamente gestita, ed il suo uso va incentivato con informazioni ed indicazioni chiare e costanti nei confronti dei cittadini.
L’amministrazione comunale, e chiunque avrà la responsabilità del suo governo, non ha terminato il lavoro, l’ha iniziato.

Per quanto riguarda il progetto di potenziamento della RD, permangono tutti i dubbi già espressi in precedenza.
Trattasi di un progetto sperimentale di ampliamento delle zone servite dal “porta a porta” (resta sempre escluso il centro storico), per un periodo di dieci mesi, utilizzando il finanziamento ottenuto presso la Provincia di Frosinone.
E poi?
Ribadiamo tutto quanto argomentato nel nostro intervento del 27 Aprile u.s.: questa iniziativa non appare sufficiente a spingere la percentuale di RD al 65%, come previsto dal Testo Unico Ambiente.
La nuova amministrazione dovrà provvedere -senza indugio e quanto prima- alla revisione dell’intero progetto e modello di raccolta differenziata.

Su sito web di Civis pubblichiamo:
-il Capitolato d’Appalto;
-il DM 08.04.2008.
Gli altri documenti (relazioni e quant’altro) sono reperibli sull’albo pretorio del Comune di Ferentino ai link già indicati.

Ferentino,lì 31 Maggio 2018
Associazione CIVIS
16 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
Solidarietà e sostegno all’Ing. Laura D’Aprile: grave ed intollerabile episodio di intimidazione

L’Ing. Laura D’Aprile, già Dirigente del Ministero dell’Ambiente nella Direzione competente per il
SIN Bacino del fiume Sacco, ora Direttrice del Servizio Rifiuti e Bonifiche di Roma Capitale, è
stato oggetto di un grave episodio di intimidazione.

La stampa riporta che un gruppo di titolari di autodemolizioni ha occupato l’Ufficio diretto dall’Ing.
D’Aprile ed ha dato luogo ad un intollerabile tentativo di intimorire la stessa dirigente.

L’Ing. Laura D’Aprile è uno dei funzionari più preparati e determinati che la pubblica
amministrazione può vantare.
Abbiamo avuto modo di apprezzarne il rigore e la competenza nel corso delle varie conferenze di
servizi ed audizioni relative al SIN Bacino del fiume Sacco: se i procedimenti di bonifica sono
ripartiti e il risanamento ambientale della Valle del Sacco ha fatto i primi passi per uscire dal
pantano nel quale stava affondando, il merito è anche dell’Ing. D’Aprile.

Inoltre, l’Ing. D’Aprile ha dimostrato attenzione e considerazione per le istanze delle associazioni,
dando attuazione concretamente al procedimento di partecipazione dei cittadini nell’ambito della
nuova perimetrazione del SIN, cosa che fino ad allora non era mai avvenuta.

Pertanto, non possiamo che rappresentare piena e totale solidarietà e sostegno dell’Ing. D’Aprile,
bersaglio di un’inaccettabile intimidazione da parte di chi, evidentemente, non vuole il ripristino ed
il rispetto delle norme di tutela ambientale in un settore lasciato nell’anarchia da oltre un decennio.

Purtroppo, segnali di identica intolleranza sono presenti anche nel nostro territorio, magari più
sfumati e resi –finora- con meno evidenza ma con pari aggressività, mirati a denigrare o
delegittimare l’operato di funzionari e di associazioni, ad ostacolare il rilascio di atti ed
informazioni, a contrastare le azioni di tutela ambientale con modalità al limite del lecito.
Qualcuno proprio non riesce a comprendere il secondo comma dell’Art.41 della Costituzione
Italiana.

Ferentino,lì 16 Maggio 2018
Associazione CIVIS
7 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

I cittadini sanno fare beni i conti: replica al comunicato stampa della SAF spa

I cittadini li sanno fare bene i conti, abituati come sono ai salti mortali per far quadrare i bilanci familiari.

SAF spa nel comunicato diffuso oggi sostiene che l’aumento della tariffa di conferimento dei rifiuti
determinato dalla Regione Lazio, inciderà per circa 7 Euro per abitante della Provincia di Frosinone.
Che il calcolo della SAF spa sia errato e l’impatto sottostimato, è di facile dimostrazione.

Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il totale dei rifiuti indifferenziati conferiti dai Comuni della Provincia
presso l’impianto di Colfelice si ricava dalla stessa relazione del Presidente Migliorelli all’Assemblea dei soci del 15 Gennaio u.s.:



Perciò, stimate in circa 90.000 ton la quantità del 2017 e sommata a quella del 2016 e 2015 il totale è di complessive 300.933,05 ton.
Tale somma moltiplicata per l’aumento della tariffa di 35,74 €/ton (da 102,94 a 138,68) dà il totale
dell’importo per gli arretrati retroattivi dal 2015 al 2017 che i Comuni (e quindi i cittadini con la
TARI) dovranno versare a SAF spa al netto di IVA ed oneri accessori: 10.755.347,20 Euro.
Ai quali vanno appunto aggiunti:
-oneri accessori alla tariffa in proporzione all’aumento
(benefit ed altro per il 15% - 5,36 €/ton)               1.613.001,48 Euro
-IVA 10%                                                                      1.236.834,86 Euro

TOTALE                                                                       13.605.183,54 Euro

Ancora, a tale importo va aggiunto l’aumento della spesa per l’anno in corso 2018, il quale, stimando una quantità di rifiuti indifferenziati nell’ordine delle 80.000 ton/anno (se la percentuale di raccolta
differenziata aumenterà), sarà di circa 3.616.800 Euro.

Perciò, l’impatto sui conti dei cittadini sarà di complessivi € 17.221.983,54 e non di 10 milioni come
sostiene la SAF.

In conclusione:
1. se vogliamo calcolare l’impatto sul singolo cittadino, compresi i neonati e gli ultranovantenni, basterà dividere i 17.221.983,54 € per il numero di abitanti della Provincia di Frosinone che è di 493.067 unità (dato ISTAT 2016); perciò ogni singolo residente nella Provincia pagherà in più circa € 35 e non € 7 come sostiene la SAF.

2. la stima corretta degli aumenti e delle ricadute non va calcolato sulla base degli abitanti ma sul
numero delle utenze TARI o sul numero delle famiglie ciociare.
Queste ultime sono n.200.003 (dato ISTAT 2016) e quindi la media di aumento TARI per famiglia
sarà di 86 € (17.221.983,54/ 200.003).

3. Le utenze TARI della Provincia di Frosinone sono, invece, stimate dall’ISTAT in circa n. 150.000 (stima in eccesso in quanto i dati dei Comuni ne riportano circa 100.000) e pertanto l’impatto medio per utenza TARI è di circa 114 € (17.221.983,54// 150.000).

Ogni ulteriore commento ci appare superfluo: sulle responsabilità degli aumenti parlano le carte, sull’importo parlano i numeri.

Ferentino,lì 7 Maggio 2018
Associazione CIVIS
5 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
E beffa fu. La Regione aumenta la tariffa della SAF spa del 30%: cinica “stangata” sulle famiglie ciociare

Il 18 Gennaio u.s., all’indomani dell’Assemblea dei Soci della SAF spa scrivevamo che nonostante le rassicurazioni espresse da numerosi politici (basta rileggere sul web la stampa dell’epoca), era probabile che la società partecipata che si occupa del trattamento dei rifiuti per conto dei 91 Comuni della Provincia di Frosinone (e dal 2012 anche di quelli prodotti da Roma Capitale….) ottenesse un devastante aumento della tariffa di accesso al suo impianto, nella misura di circa 30%, da 102 € a 138 € per tonnellata. Il nostro comunicato dell’epoca è pubblicato qui.
Spiegavamo che questo aumento avrebbe avuto ricadute pesantissime sui cittadini poiché una delle componenti di calcolo della TARI (Tariffa Rifiuti) che tutte le famiglie e le imprese pagano ogni quattro mesi, è data dalle spese che i Comuni versano alla SAF spa per trattare la frazione di rifiuti indifferenziati.
Avevamo anche calcolato che l’importo medio in più che avrebbero sopportato tutte le utenze TARI della Ciociaria (famiglie, imprese, attività commerciali, ecc.) in conseguenza di tale aumento, sarebbe stato fra 53 e 113 Euro all’anno che -mala tempora currunt- non è poco.
Avevamo avvisato che era in vista una beffa colossale: tutti gli sforzi e l’impegno di cittadini ed amministrazioni per aumentare i livelli di raccolta differenziata e diminuire gli oneri TARI, sarebbero stati vanificati in un colpo solo, ed in più la SAF avrebbe continuato a trattare i rifiuti provenienti dalla Provincia e dalla città di Roma.
Lo stesso allarme lo avevamo lanciato nel recente incontro del 14 Aprile con i candidati a sindaco del Comune di Ferentino: slide e streaming sono disponibili sul sito web e sulla pagina facebook di Civis.

Apprendiamo dagli articoli di stampa di questi ultimi giorni che il danno e la beffa si sono concretizzati: la Regione Lazio ha concesso l’aumento della tariffa alla SAF spa, addirittura con effetto retroattivo dal Gennaio 2015; a breve tutti i Comuni dovranno adeguare i Piani TARI e chiedere ai cittadini di versare l’arretrato e gli aumenti: stangata per tutti, ha titolato un quotidiano che ha stimato in oltre 20 milioni di Euro il solo conguaglio dal 2015 ad oggi.
Un salasso che attendeva solo lo svolgimento delle elezioni del Marzo scorso.

Di chi è la responsabilità di quanto avvenuto? Stavolta “carta canta”, senza equivoci.
Nell’assemblea della SAF spa del 15 Gennaio 2018 fu approvato dalla maggioranza dei Sindaci in rappresentanza dei loro Comuni –nello stesso tempo soci e “clienti” di SAF- l’ordine del giorno presentato dal Sindaco di Castrocielo che impegnava il Consiglio di Amministrazione della SAF, presieduto dal Dott.Migliorelli (già capo segreteria del precedente Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini) a:
-presentare il nuovo piano industriale della SAF spa entro 60 giorni; ad oggi nessuna traccia del piano, missing in the land Colfelice;
-prorogare il conferimento dei rifiuti da Roma per 60 giorni; il termine è scaduto e la SAF continua a ricevere monnezza capitolina;
-dulcis in fondo: “a prendere immediati contatti con la Regione Lazio al fine di predisporre la nuova tariffa di accesso all’impianto”, ed ecco servito l’aumento.

I Comuni che tramite i loro sindaci approvarono l’ordine del giorno che ha dato all’avvio all’aumento della tariffa, e che oggi tutti scontiamo, furono n.35:
Acquafondata, Acuto, Alvito, Amaseno, Anagni, Atina, Belmonte, Campoli Appenino, Castrocielo, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte S.G.Campano, Paliano, Patrica, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Sant’Andrea sul Garigliano, Santopadre, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano.

Tre Sindaci presenti ma astenuti (disinteressati?), oltre alla Provincia di Frosinone: Aquino, Ceprano e Sant’Elia Fiumerapido.

Altri n.17 sindaci per i loro Comuni, votarono contro l’odg di Castrocielo e contro l’aumento della tariffa e sono i seguenti: Boville Ernica, Cassino, Ceccano, Colfelice, Coreno Ausonia, Frosinone, Pastena, Pico, Piedimonte S.G., Pofi, Pontecorvo, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Giovanni Incarico, San Vittore nel Lazio, Sgurgola, Torrice.
Gli stessi sindaci presentarono all’Assemblea una dettagliata controproposta che prevedeva misure per evitare l’aumento della tariffa e riconvertire gli impianti della SAF, con un piano industriale sostenibile; ma avvenne che il Presidente dell’assemblea non pose in votazione la proposta perché i 35 sindaci che avevano approvato l’odg di Castrocielo abbandonarono tutti assieme la sala dell’assemblea facendo mancare il numero legale e quindi impedendo di fatto la votazione.

Fra le proposte avanzate dai sindaci e non votate c’era anche un odg riguardante la discarica di Roccasecca, presentata dal Sindaco Sacco e che affrontava le problematiche legate all’impianto.
Mala tempora currunt sed peiora parantur: la discarica si sta esaurendo prima del previsto in conseguenza del conferimento di grandi quantità di scarti e sovvalli provenienti dal trattamento dei rifiuti della Capitale presso la SAF e che dal 2012 sono smaltiti presso l’impianto di Roccasecca, distante pochi chilometri.
Il gestore dell’impianto, la MAD srl, infatti ha recentemente richiesto una sopralevazione dei bacini esistenti per circa 900.000 mc.

Perciò: aumento della TARI, aumento delle volumetrie della discarica con i relativi impatti ambientali, nessun nuovo piano industriale, nessuna riconversione dell’impianto della SAF, monnezza da Roma a gogò. Se questa non è una beffa, cos’è?

Infine, qualcuno prova già a “buttarla in caciara politica”: sindaci di centro sinistra contro sindaci di centro destra ed il M5S contro tutti; oppure ci si appella alla “responsabilità per evitare il default di SAF e tutelare i lavoratori”: ma i cittadini che pagano la TARI non sono forse lavoratori?

Secondo noi la politica politicante non c’entra nulla: si trattava e si tratta di fare scelte –anche coraggiose- per una buona ed oculata amministrazione, evitando di continuare a scaricare sempre e soltanto sui cittadini e sulle loro famiglie le conseguenze degli errori commessi dagli amministratori pubblici. Da quest’orecchio, però, molti sindaci non ci vogliono sentire.

Di seguito pubblichiamo il verbale dell’Assemblea dei soci di SAF del 15 Gennaio 2018 ed il testo dell’odg presentato dal Sindaco di Castrocielo, approvato dall’assemblea.

Ferentino,lì 5 Maggio 2018
Associazione CIVIS
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