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ARCHIVIO NOTIZIE GIUGNO 2018
22 giugno 2018
Comunicato STAMPA
Associazione CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato a Difesa dell'Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la mozione per l’avvio del Programma di Valutazione Epidemiologica sulla Valle del Sacco

Il Consiglio Regionale, nella seduta del 20 Giugno 2018, ha approvato la mozione presentata dai Consiglieri Barillari, Lombardi, Porrello, Cacciatore, Marcelli, Pernarella e De Vito del Movimento 5 Stelle che, con il primo punto, impegna il Presidente Zingaretti, l’Assessore alla Sanità D'Amato e la Giunta Regionale, all’attuazione di quanto previsto dalla DGR 228/2017, ovvero ad avviare finalmente il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio.

Le associazioni firmatarie del comunicato sono soddisfatte di questo primo intervento del Consiglio regionale: gli organi politici della Regione hanno fatto la loro parte ma il territorio sconta un ritardo di anni e terrà alta l'attenzione per verificarne la reale attuazione del Programma.

Ora spetta agli uffici ed agli assessori concretizzare l’impegno assunto ieri: non ci sono più alibi, scusanti o motivi per ritardare ancora l’avvio del Programma che costituisce uno strumento importante poiché “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”.

Il Programma, perciò, non riguarda solo lo studio di possibili tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati sono strategici anche per la pianificazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Come già reso noto dalle associazioni, nonostante l’iniziativa sia stata finanziata nel bilancio regionale del 2017 e 2018, di recente approvazione,  le risorse di 960.000 € non sono mai state trasferite al DEP Lazio per avviare lo Studio Epidemiologico ed il Programma che è rimasto, fino ad ora, solo sulla carta.

Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica,  Movimento Civico Paliano e Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, nel novembre 2017 hanno inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito.

Ora, a seguito dell’approvazione della mozione del Consiglio Regionale le associazioni attendono un segnale concreto di avvio del Programma, in tempi brevi, da parte dell’Amministrazione regionale.
In caso di ulteriori ritardi e inadempienze le associazioni sono pronte a dare avvio all’azione giudiziaria.
Il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’adempimento ai suoi obblighi è pronto e se necessario si ricorrerà a tutti gli strumenti previsti dalla legge per individuare eventuali responsabilità amministrative.

E segnaliamo che il Registro Tumori -altra iniziativa fondamentale di prevenzione- pur essendo dotato di tutti gli strumenti amministrativi e finanziari, non è ancora attivo nella nostra Provincia, unica a non avere ancora adempiuto alle indicazioni regionali.
Rivolgeremo la nostra attenzione all’operato della ASL di Frosinone e dei suoi dirigenti.

Tutti i documenti sono pubblicati qui di seguito.

Ferentino,lì 22 Giugno 2018

CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

14 giugno 2018
Comunicato dell'Associazione CIVIS
L’Avv. Antonio Pompeo è stato rieletto Sindaco di Ferentino, con un risultato inequivocabile.
L’Associazione Civis si complimenta con il Sindaco e gli augura un buon lavoro.

Il Sindaco ha recepito nel programma elettorale con il quale è stato eletto, dieci proposte d’intervento in tema ambientale fra quelle presentate da Civis nell’incontro del 14 Aprile u.s.:
1. Bonifica e progetto di riuso della ex cartiera;
2. Istituzione sportello comunale dedicato al SIN Bacino del fiume Sacco;
3. Istituzione Ufficio Intercomunale per i procedimenti ambientali e per il SIN;
4. Modello di raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ed isola ecologica;
5. Informazione e formazione ai cittadini sulla raccolta differenziata;
6. Piano della Mobilità;
7. Moratoria sugli impianti ad elevato impatto ambientale nel nuovo PUCG;
8. Iniziative per incentivazione all’adeguamento degli impianti di riscaldamento e per la riduzione delle emissioni;
9. Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia –PAESC;
10. Risanamento idrogeologico del reticolo idrico.

Su questi dieci punti l’associazione interverrà in modo particolare per sollecitare, sostenere e nel caso insistere per la concreta realizzazione delle attività.
Ciò non significa che gli altri temi e questioni rappresentate nell’incontro dell’Aprile scorso saranno trascurate, anzi le riproporremo con determinazione.
Se ci sarà da criticare l’amministrazione comunale e contrastarla anche duramente, oppure riconoscerne l’operato e ringraziarla, lo faremo come abbiamo sempre fatto, nell’ambito del nostro ruolo quale associazione che rappresenta interessi diffusi.

Il primo problema che il Sindaco ed il nuovo assessore all’ambiente -allorchè nominato- si troveranno ad affrontare, è il “pasticciaccio brutto” dell’isola ecologica e dell’adeguamento del modello di raccolta differenziata.
Non sarà una passeggiata.

Ferentino,lì 14 Giugno 2018

13 giugno 2018
Comunicato STAMPA
Associazione CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato a Difesa dell'Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

Nei territori dei SIN (Siti Interesse Nazionale) ci si ammala e si muore di più, ma agli uffici della Regione Lazio non interessa: ancora fermo il Programma di Valutazione della salute della popolazione nel SIN Bacino del fiume Sacco.

Con la Delibera di Giunta n.228 del 09 Maggio 2017, la Regione Lazio su proposta dell’Assessore all’Ambiente dell’epoca, Mauro Buschini, approvò il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio. Uno strumento importante poiché: “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”. Il Programma, perciò, non riguarda solo i tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati diventano strategici anche per la programmazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Nonostante l’iniziativa sia finanziata nel bilancio regionale del 2017 e del 2018, di recente approvazione, al DEP Lazio non sono mai state trasferite le risorse per avviare lo Studio Epidemiologico. Perciò, ad oltre un anno dall’approvazione -la cui notizia fu data con grande enfasi dall’ex assessore Buschini e dal Presidente della Regione Zingaretti- il Programma è al palo.

Per dirla con le parole del famoso commissario Montalbano, gli uffici regionali se ne “cata strafottono” della salute dei cittadini residenti nei Comuni del SIN Valle del Sacco, per non citare l’assoluta ignava della ASL di Frosinone per atti di sua esclusiva competenza, disinteresse che meriterebbe una valutazione in merito a possibili gravi reprimende ed interventi anche da parte del Ministero della Salute. Questo mentre l’aggiornamento dello Studio SENTIERI, che ha monitorato lo stato di salute dei residenti in tutti i SIN d’Italia fra cui quello della Valle del Sacco, ha certificato un drammatico aumento di patologie e decessi, in particolare per bambini ed adolescenti, come rilanciato dalle recenti notizie di stampa. Dati che per il nostro territorio sono ancora parziali visto che il Registro Tumori, sulla base del quale l’ISS elabora i dati di SENTIERI è attivo solo sulla carta, ma non ancora effettivamente operante per “inspiegabili” difficoltà organizzative e burocratiche.

I ricercatori e redattori dello Studio SENTIERI hanno chiesto ai rappresentanti politici e delle pubbliche amministrazioni competenti, una scelta di responsabilità etica a favore della tutela del diritto costituzionale della salute dei cittadini e dei loro figli come sancito dall’Art.32. Temiamo, purtroppo, che neppure una pubblica condanna del loro operato possa indurre gli uffici regionali al rispetto di quanto deliberato dalla Regione, se non l’intervento del giudice amministrativo ed il rischio di pesanti sanzioni.

Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro e Movimento Civico Paliano, nel Novembre 2017 avevano inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito. Le associazioni e comitati hanno, perciò, avviato una nuova azione: è pronto e sta per essere notificato il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’avvio del Programma, considerato che non resta che la via giudiziaria.

Prima della notifica del ricorso, le associazioni e comitati hanno deciso di fare un ultimo tentativo presso le nuove Commissioni Regionali Ambiente e Politiche Sanitarie alle quali hanno indirizzato una richiesta d’intervento, confidando in una maggiore attenzione rispetto alle precedenti, al fine di “costringere” gli uffici regionali e gli organi politici ad attuare il Programma di Valutazione Epidemiologica.

Tutti i documenti sono pubblicati qui di seguito.

Ferentino,lì 13 Giugno 2018

CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

7 giugno 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino
e dell'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone

La ex discarica Radicina di Anagni: vent’anni di veleni e di danni all’ambiente
“Chi inquina paga”, e stavolta pagheranno tutti

Quando abbiamo letto le carte del procedimento che riguardano la ex discarica di località Radicina nel Comune di Anagni, abbiamo strabuzzato gli occhi.
Per vent’anni (vent’anni!!) il percolato prodotto dalla discarica è fuoriuscito inquinando terreni e canali, e si è riversato nel vicino torrente Alabro che dopo aver attraversato la popolosa frazione “Cartiera” di Ferentino, confluisce nel Sacco; ha contaminato le acque che anche oggi, ora!, sono utilizzate per irrigare i campi, innaffiare giardini ed orti, alimentare la falda sotterranea ed i pozzi delle case.
Una media di 10.500 mc all’anno di percolato (calcolo dell’ISPRA) che attraverso il reticolo di canali e corsi d’acqua, si è disperso su un’area che va dalla Macchia di Anagni, alla Frazione Cartiera di Ferentino e fino all’area industriale a confine con i Comuni di Patrica, Morolo e Supino
In totale oltre 200.000 mc, un lago di inquinanti che ha impregnato la nostra terra e rovinato la nostra acqua, forse irreparabilmente.

Nel 2011 e nel 2013 l’ARPA Lazio esegue le analisi sui campioni di terreno prelevati attorno alla discarica; il risultato è una pesantissima contaminazione da piombo, arsenico, vanadio, selenio, cobalto e zinco.
Vengono subito individuate le cause della fuoriuscita del percolato: la discarica, chiusa nel 1997, non è mai stata messa in sicurezza. Avete letto bene, MAI MESSA IN SICUREZZA!
La copertura è stata eseguita solo con terra di riporto e non con teli impermeabili come prescritto dalle normative, perciò la pioggia ha dilavato i rifiuti abbancati ed ha portato con sé il percolato che si è riversato nei fossi di scolo, e da questi nel Fosso delle Monache, nell’Alabro e poi nel Sacco.
Manca parte della protezione del fondo della discarica e quindi il percolato è penetrato in profondità nel suolo; non esiste un sistema di smaltimento del percolato e di estrazione del biogas; non c’è nessuna misura o piano di monitoraggio e controllo della discarica.
Non ci sono nemmeno le garanzie finanziarie per la gestione dopo la chiusura e per il danno ambientale.

Nel 2014 l’ARPA Lazio e la Regione Lazio scongiurano il Comune di Anagni di provvedere con urgenza alle opere di messa in sicurezza; il Comune con una delibera di giunta del 2015 approva il progetto ma non lo ha mai realizzato: NON LO HA MAI REALIZZATO!
La discarica resta priva di ogni misura di prevenzione e messa in sicurezza, ed il percolato continua a fuoriuscire, anche oggi, adesso, imperterrito, migliaia e migliaia di metri cubi di veleni.

L’amministrazione comunale anagnina si rimpalla le responsabilità con la SAF spa –sì, proprio quella dell’impianto di Colfelice che tratta i rifiuti di tutti i Comuni della Provincia di Frosinone e che ha recentemente ottenuto dalla Regione l’aumento della tariffa- la quale risulta aver gestito la discarica fin dal 1997, come conferma anche il Ministero dell’Ambiente.
Eppure il Comune di Anagni aveva stanziato una prima volta 100.000 € per la messa in sicurezza della discarica, poi nel 2017 altri 80.000 €, e nell’elenco delle opere pubbliche programmate per il triennio 2018-2020 ha inserito nuovamente 150.000 € per Radicina.
Nel 2016, l’amministrazione comunale aveva anche provato ad inserire la discarica nel SIN Bacino del fiume Sacco, con la speranza di scaricare responsabilità ed oneri sul Ministero dell’Ambiente, il quale però ha risposto picche.

Le uniche autorità che si attivano sono:
-la Procura della Repubblica, che rinvia a processo il legale rappresentante della SAF spa all’epoca della scoperta delle perdite di percolato (anni 2011-2013);
-il Ministero dell’Ambiente che si costituisce parte civile per il danno ambientale.

E proprio da quest’atto, allegato alla Relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti della scorsa legislatura, abbiamo ricavato la maggior parte delle informazioni.
Il Ministero stima –parzialmente- il danno ambientale fino al 2011 in € 9.472.000,00; anche stavolta avete letto bene: 9 MILIONI E MEZZO DI EURO.
Alcuni passaggi della relazione del Ministero sembrano tratti da un film dell’orrore:
-le fuoriuscite di percolato sono iniziate già nel 1997, appena chiusa la discarica;
-la media di percolato disperso nell’ambiente è, come già detto, di 10.500 mc all’anno (oltre 200.000 mc in vent’anni);
-omessa gestione post mortem della discarica, nessun sistema di monitoraggio, nessuna misura di sicurezza o presidio ambientale;
-contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e molto probabilmente delle falde.

Lo scempio ha interessato ampie parti anche del territorio del Comune di Ferentino, e perciò la nostra associazione non poteva girarsi dall’altra parte come invece hanno fatto per vent’anni amministratori pubblici, rappresentati politici, e pure qualche associazione “ambientalista”.
“Chi inquina paga” è un principio che nella nostra terra non viene declinato; si parla –spesso a vanvera- di economia circolare, di ecomafie, di lentezza burocratica, di riconversione del ciclo dei rifiuti, di green economy e poi si debbono fare i conti con comportamenti ed omissioni resi in totale spregio di ogni minima forma di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Le campagne elettorali tracimano (come il percolato di Radicina) di buone intenzioni, promesse, roboanti dichiarazioni di guerra agli inquinatori, ma nello stesso momento si fa strame dei nostri campi, dei nostri fiumi, della nostra acqua. E della nostra salute.

Civis e l’Associazione Medici di Famiglia di Frosinone hanno inoltrato al Ministero dell’Ambiente una richiesta di intervento per l’attivazione dei poteri sostitutivi nei confronti del Comune di Anagni e della Regione Lazio affinché si proceda alla messa in sicurezza con estrema urgenza della ex discarica Radicina, fermando l’emorragia di percolato.

Inoltre, Civis ha diffidato il Comune di Anagni a procedere per il risarcimento del danno nei confronti dei responsabili della contaminazione e per le omesse misure di sicurezza della discarica.
In difetto, l’associazione proporrà azione in surroga ai sensi dell’Art.9 del Testo Unico Enti Locali che dispone che i cittadini possano sostituirsi alle azioni che spettano agli enti locali, se questi ultimi non si attivano: in sostanza, farà causa Civis, direttamente ai responsabili.
Qualcuno si chiederà: ma se tra i responsabili ci sono la stessa amministrazione comunale e la SAF spa che è una partecipata pubblica, pagheranno sempre i cittadini! Oltre al danno la solita beffa.
Una risposta c’è, basta leggere la nota dello stesso Comune di Anagni del 2015 e che pubblichiamo sul nostro sito, nella quale non solo si ricostruisce la storia della discarica, ma alle pagine n.5 e n.6 sono elencati i nomi di coloro che si sono succeduti dal 1997 in poi nelle responsabilità inerenti la discarica di Radicina; manca solo il periodo fino al 31.12.2017, ma basta un giro sull’albo pretorio comunale per completare l’elenco.

Perchè queste azioni le abbiamo avviate ora? Perché chiunque sarà il nuovo Sindaco di Anagni, appena eletto sul suo tavolo troverà la questione Radicina ad attenderlo, e dovrà provvedere immediatamente ad affrontarla. Non ci saranno scusanti, di alcun genere.

Infine, Civis e l’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone stanno valutando due ulteriori azioni:
-l’esposto alla Corte dei Conti, poiché il danno conseguente alla mancata bonifica è un danno erariale;
-la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di cui all’Art.452-terdecies (omessa bonifica).
In particolare, in relazione a quest’ultima, procederemo con estrema prudenza poiché abbiamo sempre agito sul piano amministrativo e mai su quello penale; stavolta potrebbe essere diverso, vista l’entità del danno.

Di seguito pubblichiamo il comunicato, l’istanza al Ministero dell’Ambiente, la diffida al Comune di Anagni e tutti gli atti e documenti citati; tutti i documenti sono stati ottenuti con legittimi accessi agli atti presso la Provincia di Frosinone ed il Comune di Anagni, nonché tratti dagli allegati alla Relazione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti pubblicati sul sito della Camera dei Deputati.

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