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ARCHIVIO NOTIZIE GENNAIO 2017
28 gennaio 2017
 Impianti Saxa Gres di Anagni: “zero tituli”, tante ambiguità e moltissima monnezza
Si è svolta giovedì 26 gennaio u.s. la riunione del Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco, presso il Comune di Anagni; Civis non vi ha partecipato perché non invitata. L’esito della riunione ci ha lasciato esterrefatti.
Dal comunicato divulgato ieri dall’Ufficio Stampa del Sindaco Bassetta e dai resoconti degli organi d’informazione, si evince che:
-sono stati auditi i rappresentanti della Saxa Gres, invitati all’incontro dal Comune di Anagni, i quali hanno illustrato il progetto dell’impianto di compostaggio da circa 90.000 tonnellate annue che l’Energia Anagni srl, interamente posseduta e controllata dalla stessa Saxa Gres, intende realizzare in località Selciatella, a fianco dello stabilimento già esistente per la produzione di ceramiche;
-la Saxa Gres ha proposto la stipula di un “protocollo di relazione tra Saxa Gres, Comune di Anagni ed associazioni” con la finalità di “sorvegliare lo sviluppo del progetto e gli impatti ambientali”.
Peccato che il monitoraggio degli impatti ambientali è un obbligo previsto dall’Art.28 del TU Ambiente, ma si svolge solo successivamente al rilascio del parere VIA e sotto il controllo degli uffici regionali e non del Comune, dell’impresa e di associazioni!
In sostanza, si darebbe già per acquisita e positiva la Valutazione d’Impatto Ambientale il cui procedimento è invece appena iniziato presso la Regione Lazio, tanto che neppure è stata ancora convocata la prima conferenza di servizi!
E ci stupisce l’atteggiamento di evidente condiscendenza nei confronti dell’impresa: nessuno ha inteso respingere la proposta della Saxa Gres per la stipula di un protocollo d’intesa quantomeno inopportuno –se non del tutto illegittimo- che potrebbe costituire una turbativa del procedimento di VIA; infatti la sede deputata alla valutazione degli impatti ambientali è l’Ufficio VIA della Regione Lazio, e gli accertamenti istruttori dell’amministrazione regionale non possono essere sostituiti da un accordo fra Comune, impresa privata ed associazioni.
Il nostro ordinamento (Legge 241/90 e DLgs.vo 152/2006) stabilisce che il Comune di Anagni potrà e dovrà rilasciare il suo motivato parere nel corso del procedimento di VIA, al quale possono partecipare le associazioni e gli altri soggetti interessati svolgendo interventi e presentando memorie ed osservazioni; ed in quell’ambito la Saxa Gres potrà illustrare tutte le sue ragioni.
Invece, ancora una volta, si tenta una via “politica” per ottenere l’assenso all’esercizio dell’impianto, ricercando patti e mediazioni al di fuori dei normali procedimenti amministrativi; lo riterremmo un fatto inusitato ed abnorme se a questa strategia dovessero incautamente aderire il Comune di Anagni e le associazioni ambientaliste.
Il continuo e strumentale ricorso alla leva dello sviluppo dell’occupazione per ottenere l’assenso all’impianto, ci ha indotto ad approfondire l’assetto societario della Saxa Gres, desumibile dai registri della CCIA di Frosinone e da altre fonti comunque pubbliche.
La Saxa Gres spa è società posseduta e controllata al 100% dalla Manufacturing Reinassance Italian Solution PLC, con sede a Londra. A sua volta la società britannica è posseduta e controllata al 99% dalla Flexagon Holding Limited, costituita e con sede a La Valletta, Malta; è quest’ultima società che controlla tutta la filiera fino alla Energia Anagni srl. Nulla di illegale, certamente, ma forse i rappresentanti politici ed i pubblici amministratori dovrebbero usare maggiore cautela prima di “sposare” la mission occupazionale di Saxa Gres.
Tutti i documenti innanzi citati sono disponibili sul nostro sito web www.civisferentino.eu
 Civis ha già fatto richiesta di accesso agli atti ed intervento nel procedimento VIA per l’impianto di compostaggio della Energia Anagni srl; interverrà anche nel procedimento per la sperimentazione del processo di utilizzo delle ceneri dei termovalorizzatori portato avanti dalla Saxa Gres spa; in queste sedi e non in altri inopportuni ed inadeguati contesti, svolgerà le sue osservazioni e avanzerà le sue istanze secondo quanto previsto dal TU Ambiente e dalla normativa vigente.
La linea della nostra associazione, che vogliamo ribadire, esclude pre-giudizi verso gli impianti volti al recupero e riciclo dei rifiuti attuato con moderne od innovative tecnologie; il problema sono gli impatti ambientali di tali infrastrutture che nell’attuale e gravemente compromesso contesto ambientale della Valle del Sacco, non sono sostenibili, e che si traducono in danni enormi ed irrimediabili alla salute dei cittadini.
E non è una nostra mera opinione: sono le disposizioni, i provvedimenti, gli studi, le analisi, rese da pubbliche amministrazioni, certificate e pubblicate, che comprovano la drammatica contaminazione delle matrici ambientali acqua, aria e suolo.
Ne hanno pure discusso i sindaci del Coordinamento della Valle del Sacco nell’ultima riunione e nelle precedenti; e appunto, ne hanno solo discusso: “zero tituli”.
 
Associazione Civis
Visura CCIA Saxa Gress
Il TAR di Latina accoglie il ricorso di CIVIS per l’annullamento dell’autorizzazione all’impianto di trattamento rifiuti della Electroni Surplus Components srl di Ferentino
Il TAR di Latina con la sentenza n.20/2017, ha accolto il ricorso dell’associazione CIVIS contro l’autorizzazione all’impianto di trattamento dei rifiuti concessa dalla Provincia di Frosinone alla Electronic Surplus Components, sito nel Comune di Ferentino e della capacità di circa 50.000 tonnellate all’anno, inclusi rifiuti pericolosi.
Sono state recepite le argomentazioni di CIVIS che aveva indicato come illegittima l’autorizzazione per il mancato parere del Comitato Tecnico Regionale CTR come previsto dalla Direttiva Seveso III, e necessario in quanto lo stabilimento ricade nella zona di attenzione dello stabilimento a Rischio Incidente Rilevante RIR della Henkel.
Il TAR ha anche ordinato alla Provincia di Frosinone di eseguire la sentenza, ovvero di revocare l’autorizzazione già concessa nel Marzo 2016 e quindi bloccare l’attività dell’impianto già in essere.
La sentenza costituisce un importante precedente giurisprudenziale laddove si pensi che nella Valle del Sacco esistono ben 21 impianti RIR, e che sono in corso i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale VIA per due nuovi stabilimenti di trattamento rifiuti e produzione di biogas i quali sono limitrofi ad impianti RIR: Recall a Patrica ed il recentissimo Energia Anagni srl della Saxa Gres ad Anagni.
Ci togliamo un sassolino dalla scarpa: l’obiettivo che CIVIS continua a perseguire è quello di operare per la tutela ambientale del territorio con atti e fatti concreti, con impegno e determinazione, senza inutili chiacchiere o ambiguità che invece sembrano caratterizzare l’azione di molti.
Associazione Civis
Visura Energia Anagni
25 gennaio 2017
 Stabilimenti a rischio incidente rilevante “RIR”
 Direttiva Seveso III
Qualche giorno fa abbiamo pubblicato sul nostro sito web: www.civisferentino.eu la sentenza n.20/2017 del TAR di Latina che ha accolto il ricorso di CIVIS  contro l’autorizzazione concessa dalla Provincia di Frosinone alla società  Electronic Surplus Components per il trattamento di rifiuti pericolosi in località  Torre Fessa.  CIVIS ha incardinato il ricorso sulla presenza di uno stabilimento RIR ( Rischio Incidente Rilevante)  , l’Henkel SpA, e le procedure amministrative che la presenza di uno stabilimento di quella categoria impone alle amministrazioni sulla pianificazione nelle aree limitrofe.
 Ritorniamo sull’argomento per venire incontro alla richiesta di alcuni nostri sostenitori di meglio illustrare la portata della sentenza e le ripercussioni su altre situazioni che possono beneficiare del risultato conseguito. Considerato l’interesse, ci proponiamo, con successive note, di approfondire anche alcuni aspetti sul diritto della popolazione a partecipare al processo decisionale di pianificazione dell’area, aspetti che non sono noti ai più ma pregni di conseguenze.
 
La questione è delicata, ci proponiamo quindi di affrontarla con cautela, con più interventi, per evitare che le informazioni rese disponibili a persone senza adeguata conoscenza tecnica degli argomenti trattati possano ingenerare  allarmismo e preoccupazioni ingiustificate. Pensiamo che il modo migliore per iniziare a trattare il problema è quello di richiamare e mettere in evidenza le informazioni che la legge impone che siano rese note ai cittadini ma alle quali pochi vi accedono per difficoltà oggettive nel ricercarle.
 Si tratta di informazioni disponibili sui siti istituzionali , e precisamente, per il Lazio l’inventario degli stabilimenti RIR è disponibile  sul sito del o  Ministero dell’Ambiente al link:

 

 
I piani di emergenza di ciascuno degli stabilimenti ricadenti nella Provincia di Frosinone sono disponibili sul sito della Prefettura al link:

 
E’ evidente una discrepanza tra i due siti circa gli stabilimenti presenti nei rispettivi elenchi: il primo è l’inventario ufficiale del Ministero Ambiente, il secondo è l’elenco degli stabilimenti per i quali è stato redatto  il piano di emergenza esterna. Il Dlgs 334/199 (SEVESO II) prevedeva questa incombenza solo per gli stabilimenti di soglia superiore , la direttiva SEVESO III ha esteso questo obbligo anche agli stabilimenti di soglia inferiore. Per tutti gli stabilimenti è il Prefetto a redigere il piano di emergenza esterna.
 
Il ruolo dei Comuni: la direttiva SEVESO III recepita con il Dlgs 105/2010, all’art.8 attribuisce  ai Comuni le  funzioni “a) controllo dell’urbanizzazione in relazione alla presenza degli stabilimenti”…”b).. consultazione e partecipazione ai processi decisionali del pubblico previste agli art.23 e 24.” L’accesso alle informazioni sugli stabilimenti RIR presenti sul territorio è garantito dal comma 6 dell’art.23 ed i comuni dovrebbero avere un link dedicato sull’argomento per informare in modo permanente il pubblico. Purtroppo, basta consultare i siti istituzionali dei comuni della valle per prendere atto dell’assoluta indifferenza sulla questione. Nei prossimi giorni ci attiveremo presso l’ANAC per costringere i Comuni ad adempiere, abbiamo avuto modo di verificare che è un modo efficace!
 
La consultazione della popolazione nella stesura dei piani di emergenza esterna è prevista dall’art.21: “….il Prefetto, d’intesa con le regioni e con gli enti locali interessati, sentito il CTR e previa consultazione della popolazione ….predispone il piano di emergenza esterna allo stabilimento e ne coordina l’attuazione..” . Solo recentemente  è stato emanato il DM.200   del  29 settembre 2016 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.257 del 3-11-2016 che regolamenta la consultazione della popolazione per la redazione del piano di emergenza esterna che non potrà essere più un atto riservato alla interlocuzione tra  Gestore e Autorità, ma coinvolgerà tutta la popolazione interessata la quale potrà prendere coscienza dei pericoli e del rischio. Per quanto riguarda il nostro territorio è una novità importante perché questa innovazione rende necessario la stesura del piano di emergenza esterna anche per l’HENKEL SpA, che è censito come stabilimento di soglia inferiore, con la conseguente consultazione della popolazione.
 
Al termine di questo primo escursus sull’argomento vi invitiamo a consultare i documenti e prendere coscienza del problema. Nei prossimi interventi affronteremo più in dettaglio le questioni  sulla consultazione della popolazione e le azioni che si possono intraprendere sempre e rigorosamente all’interno dei confini stabiliti dalla legge.  

25-01-2017
19 gennaio 2017
 
Il TAR di Latina accoglie il ricorso di CIVIS per l’annullamento dell’autorizzazione all’impianto di trattamento rifiuti della Electroni Surplus Components srl di Ferentino
Il TAR di Latina con la sentenza n.20/2017, ha accolto il ricorso dell’associazione CIVIS contro l’autorizzazione all’impianto di trattamento dei rifiuti concessa dalla Provincia di Frosinone alla Electronic Surplus Components, sito nel Comune di Ferentino e della capacità di circa 50.000 tonnellate all’anno, inclusi rifiuti pericolosi.
Sono state recepite le argomentazioni di CIVIS che aveva indicato come illegittima l’autorizzazione per il mancato parere del Comitato Tecnico Regionale CTR come previsto dalla Direttiva Seveso III, e necessario in quanto lo stabilimento ricade nella zona di attenzione dello stabilimento a Rischio Incidente Rilevante RIR della Henkel.
Il TAR ha anche ordinato alla Provincia di Frosinone di eseguire la sentenza, ovvero di revocare l’autorizzazione già concessa nel Marzo 2016 e quindi bloccare l’attività dell’impianto già in essere.
La sentenza costituisce un importante precedente giurisprudenziale laddove si pensi che nella Valle del Sacco esistono ben 21 impianti RIR, e che sono in corso i procedimenti di Valutazione di Impatto Ambientale VIA per due nuovi stabilimenti di trattamento rifiuti e produzione di biogas i quali sono limitrofi ad impianti RIR: Recall a Patrica ed il recentissimo Energia Anagni srl della Saxa Gres ad Anagni.
Ci togliamo un sassolino dalla scarpa: l’obiettivo che CIVIS continua a perseguire è quello di operare per la tutela ambientale del territorio con atti e fatti concreti, con impegno e determinazione, senza inutili chiacchiere o ambiguità che invece sembrano caratterizzare l’azione di molti.
Ferentino,lì 19 Gennaio 2017
 
Associazione Civis
SENTENZA DEL TAR
11 gennaio 2017
 
New entry nel “monnezza fashion district Valle del Sacco”: nuovo impianto di compostaggio della Saxa Gres spa ad Anagni. L’impatto ambientale non è sostenibile: il nostro territorio va difeso, senza incertezze.
Un nuovo progetto –l’ennesimo- per la realizzazione di un impianto per il trattamento dei rifiuti (compostaggio e produzione di biogas) con capacità di ben 89.000 tonnellate all’anno è stato presentato all’Ufficio Valutazione Impatto Ambientale della Regione Lazio; la localizzazione è nel Comune di Anagni, limitrofo allo stabilimento della Saxa Gres spa che risulta proprietaria al 100% delle quote della società proponente Energia Anagni srl.
La prima considerazione riguarda proprio questa circostanza: la Saxa Gres spa –che tanto ha vantato la sua mission ambientalista- ha gettato la maschera ed entra nel business del “monnezza fashion district Valle del Sacco”; e in considerazione della recentissima costituzione della soc. Energia Anagni srl (ottobre 2016), tutto era stato programmato e pianificato da tempo.
New entry in grande spolvero: l’impianto del quale chiede l’autorizzazione all’esercizio è per capacità e potenzialità della stessa taglia di quello della Recall a Patrica; assieme sono quasi 200.000 tonnellate di frazione organica dei rifiuti, pari a quasi un terzo della produzione totale annua dell’intera Regione Lazio. Se sommiamo le capacità degli altri impianti in VIA –esclusi quelli già in esercizio- si superano le 500.000 tonnellate/anno.
L’impatto ambientale di questi impianti non è sostenibile dalla Valle del Sacco, che sconta una situazione nella quale le matrici aria, acqua e suolo sono fortemente contaminate:
-la pessima qualità dell’aria ha comportato la classificazione della maggior parte dei Comuni della Valle del Sacco in Zona A, Classe 1, ovvero laddove è messa gravemente a rischio la salute della popolazione; l’impianto della Saxa Gres produrrà grandi quantità di immissioni in atmosfera;
-la qualità delle acque del Bacino del Fiume Sacco è pessima, come certificato dal recente aggiornamento del Piano Gestione Acque e dai rilievi dell’Arpa Lazio; lo stabilimento della Saxa Gres utilizzerà notevoli risorse idriche e produrrà una grande quantità di reflui;
-il recente perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco, nel quale rientra il nuovo stabilimento di compostaggio, certifica l’esistenza di una diffusa, persistente e grave contaminazione dei suoli.
Le conseguenze sulla salute della popolazione sono state ampiamente comprovate da studi epidemiologici i cui risultati sono incontrovertibili: aumento di tutti i tipi di patologie e della mortalità per tutte le cause.
In questo contesto c’è poco da esitare: il nostro territorio va difeso con tutti i mezzi che l’ordinamento prevede. Senza esitazioni, senza compromessi e senza cedere all’indegno baratto posti di lavoro (presunti e mai certi) contro salute dei cittadini (sicuramente compromessa).
Per questo motivo ci hanno sorpreso e sconcertato le timide ed incerte reazioni dell’amministrazione comunale di Anagni e delle associazioni ambientaliste: nessuna chiara ed inequivoca presa di posizione contro la realizzazione dell’impianto, troppi distinguo e considerazioni che attengono più alla politica che alle iniziative di tutela ambientale.
La stessa titubanza che abbiamo, purtroppo, riscontrato in altre occasioni e più recentemente per la verifica di assoggettabilità a VAS del nuovo Piano di Rifiuti, laddove solo Civis è intervenuta nell’assoluto silenzio ed indifferenza delle amministrazioni comunali e delle associazioni, salvo scoprire a posteriori ed “improvvisamente” il favorevole esito del procedimento.
Eppure in altre circostanze, come ad esempio per l’impianto della Marangoni, sia il Sindaco del Comune di Anagni che le altre associazioni non hanno avuto incertezze nel prendere posizione  pubblicamente
Civis farà, ancora una volta, la sua parte intervenendo nel procedimento di VIA presso la Regione Lazio, depositando Osservazioni e Memorie come previsto dalla normativa, ed avviando tutte le altre azioni –esclusivamente sul piano amministrativo e non politico- per contrastare gli indirizzi e la pianificazione della Regione Lazio e delle altre amministrazioni, volte a trasformare il nostro territorio in un gigantesco cassonetto della monnezza.
 

Ferentino, lì 11 Gennaio 2017
 
Associazione CIVIS
3 gennaio 2017
Nuovo Piano Gestione Rifiuti del Lazio: l’Area VAS della Regione Lazio ha stabilito che è necessario procedere alla Valutazione Ambientale Strategica.
La Direzione Regionale, Area VAS della regione Lazio con la Determinazione n.G15558 del 21.12.2016 pubblicata oggi sul BUR della Regione Lazio, ha stabilito che il nuovo Piano di Gestione Rifiuti, ovvero il suo nucleo più importante, il fabbisogno impiantistico contenuto nella DGR 199/2016, deve essere sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica.  
Infatti, “non risulta possibile escludere possibili impatti significativi derivanti dalle previsioni e dalle scelte effettuate nella Determinazione del Fabbisogno di aggiornamento del Piano Rifiuti Regionale”.  
In sostanza, prima di procedere all’apertura di nuove discariche o all’aumento di capacità di quelle già esistenti, nonché all’utilizzo delle capacità residue degli altri impianti di trattamento dei rifiuti (TMB, compostaggi, termovalorizzatori), dovrà essere svolto il procedimento di Valutazione Ambientale Strategica onde verificare gli impatti ambientali, la collocazione degli impianti, le loro potenzialità.
Pubblichiamo il provvedimento regionale sulla home page del nostro sito web.
Ma non basta.
La determinazione dell’Area VAS rappresenta che la DGR 199/2016 sul fabbisogno impiantistico è in contrasto con la normative e le direttive UE in materia di trattamento dei rifiuti, con il TU Ambiente DLgs.vo 152/2006, e con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10/08/2016 che contiene l’indicazione del fabbisogno regionale per i termovalorizzatori.
Inoltre, viene clamorosamente censurato il comportamento della Giunta Regionale che ha cercato di evitare la VAS richiedendone l’esenzione, e definitivamente smentita l’affermazione resa dall’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini, il quale nell’audizione avanti la Commissione Ambiente del Consiglio Regionale del 17 Novembre scorso aveva affermato che la DGR 199/2016 “ha ottenuto la VAS”.
L’Associazione Civis è soddisfatta del provvedimento dell’amministrazione regionale, poichè nelle Osservazioni depositate nel procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS –pure pubblicate sul sito www.civisferentino.eu- aveva richiesto che il nuovo fabbisogno impiantistico del Piano di Gestione Rifiuti fosse sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica, per evitare che ancora una volta la Valle del Sacco fosse utilizzata come “cassonetto” per i rifiuti provenienti dall’area metropolitana di Roma.
Infatti, come indicato nella DGR 199/2016, la Giunta Regionale del Lazio aveva intenzione di utilizzare la residua capacità degli impianti presenti in Valle del Sacco, in particolare delle discariche di Colle Fagiolara a Colleferro e di Cerreto a Roccasecca, per compensare il deficit impiantistico dell’ATO di Roma, senza passare attraverso la verifica degli impatti ambientali e magari previa dichiarazione di emergenza per la Capitale.
Ora, anche la questione del revamping dei termovalorizzatori di Colleferro deve essere affrontata in una prospettiva diversa: il procedimento di riesame AIA va sospeso fino all’esito della VAS; Civis richiederà formalmente tale sospensione. La stessa sorte deve avere il procedimento di riesame AIA del TMB della SAF spa di Colfelice: sospensione fino all’esito della VAS.
La VAS, al cui procedimento Civis ha intenzione di intervenire, potrà essere l’occasione per rivedere finalmente la gestione del ciclo dei rifiuti nella Regione Lazio e nella Valle del Sacco, in maniera corretta, trasparente e con la partecipazione dei cittadini.

Ferentino, lì 03 Gennaio 2017
 
Associazione Civis
VERIFICA DI ASSOGGETTABILITA' A VAS
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