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ARCHIVIO NOTIZIE FEBBRAIO 2017
15 febbraio 2017
Il parere favorevole del Comune di Anagni per Tecnoriciclo Ambiente srl: a scanso di equivoci.....

Parere comune di Anagni
14 febbraio 2017
Civis ha richiesto la sospensione dei procedimenti di riesame dell’autorizzazione per l’impianto SAF spa di Colfelice e per i termovalorizzatori Lazio Ambiente spa di  Colleferro
L’Associazione Civis ha inviato oggi all’Area Ciclo Integrato Rifiuti della Regione Lazio tre istanze di sospensione dei procedimenti in corso per il riesame delle autorizzazioni AIA dell’impianto SAF di Colfelice e per i due termovalorizzatori di Lazio Ambiente a Colleferro.
Questi stabilimenti di trattamento dei rifiuti sono inseriti nel nuovo fabbisogno impiantistico del Piano Gestione Rifiuti della Regione, che a seguito del provvedimento della Direzione Regionale Territorio ed Urbanistica dovrà essere sottoposto a Valutazione Ambientale Strategica VAS.
E’ evidente, perciò, che nel frattempo non possano essere rilasciate nuove autorizzazioni a detti impianti in quanto gli esiti della stessa Valutazione Ambientale Strategica potrebbero contrastare con il loro utilizzo, o dettare nuove condizioni e prescrizioni circa l’esercizio dei medesimi.
Inoltre, poiché la modifica e/o potenziamento degli impianti è rilevante, e nel frattempo lo stato delle matrici ambientali è peggiorato, i nuovi impatti ambientali debbono essere valutati nella procedura di VIA che Civis ha chiesto, comunque, di attivare per tutti e tre i siti.
Invitiamo tutte le associazioni interessate ad avanzare la stessa istanza nei confronti dell’Ufficio Area Ciclo Rifiuti della Regione Lazio; infatti, giorno dopo giorno appare sempre più evidente che la moratoria sui nuovi impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti -o sul potenziamento di quelli esistenti finalizzato ad accogliere i rifiuti indifferenziati di Roma- saranno i cittadini e le associazioni a doversela guadagnare, a colpi di azioni giudiziarie ed amministrative.
Il gelo che ha accolto la richiesta di moratoria rilanciata da Legambiente, Retuvasa e Civis, è il chiaro segnale che le intenzioni dell’amministrazione regionale sono tutt’altre, ed è inutile farsi illusioni: lettere aperte, appelli, sollecitazioni cadono sistematicamente nel vuoto.

Ferentino,lì 14 Febbraio 2017
 
Associazione Civis
Istanza AIA
Procedimento riesame
Procedimento Riesame
14 febbraio 2017
STABILIMENTI A RISCHIO INCIDENTE RILEVANTE
Lo sviluppo va preso per il verso giusto
Ritorniamo sull’argomento degli stabilimenti a Rischio Incidenti Rilevanti (R.I.R.)  sviluppando uno dei temi anticipati nella precedente nota, non prima però di aver ringraziato quanti hanno avuto accesso al nostro sito internet www.civisferentino.eu per leggere la precedente nota. Un numero da noi inaspettato, per la particolarità dell’argomento,  che mostra l’accresciuto interesse per tutte le tematiche connesse all’ambiente.
Nella nota avevamo rilevato con  un tocco di polemica l’assoluta “indifferenza” da parte dei comuni che non hanno ancora provveduto a regolamentare le aree limitrofe agli insediamenti industriali esistenti. Eppure, già dalla direttiva SEVESO II recepita con legge 334/99, ma in modo più esplicito dal recepimento della SEVESO III con il Dlgs 105/2010 che all’art.8 attribuisce  ai Comuni le  funzioni “a) controllo dell’urbanizzazione in relazione alla presenza degli stabilimenti”, veniva fatto obbligo ai Comuni di adeguare i loro piani regolatori con gli Elaborati RIR (Rischio Incidente Rilevante).
Non solo,  nessuna iniziativa è stata  programmata ed attuata per la mitigazione del rischio per le attività già esistenti al momento dell’entrata in vigore della legge 334/1999. Il problema è stato completamente ignorato da tutti i soggetti chiamati in causa a partire dall’ASI che a partire dal 2007 aveva qualche strumento fornito dal nuovo PTR. In più procedimenti abbiamo contestato i suoi pareri, per esempio nel caso dell’impianto RECALL di Patrica giusto di fronte alla CHEMI SpA  che è uno stabilimento R.I.R.
La sentenza del TAR Latina n. 20/2017 rappresenta un punto di rottura che a noi associazioni fornisce uno strumento per imporre a codesti enti il rispetto delle normative, cioè la tutela della sicurezza della popolazione nonché della salute.
Le linee di indirizzo della Direttiva sono: 1)  pianificazione attraverso il documento ERIR; 2) approvazione del documento da parte del CTR; 3)   avvio delle procedure autorizzative delle attività.  La legge è categorica e chiara, il soggetto competente e procedente è il Comune  e, nel caso in cui l’ERIR non viene elaborato, il Comune perde il suo potere di esprimere il parere urbanistico.
Lo ripetiamo, in assenza del documento di pianificazione denominato E.R.I.R. un parere del Comune è mera carta straccia con gravi conseguenze per gli imprenditori, che non hanno certezze, e per la sicurezza dei cittadini se, come è accaduto in passato,  le autorizzazioni sono passate tra l’indifferenza ed ignavia generale.
Un primo dubbio che può insorgere nel lettore attento è: siamo in zona industriale, qual è il ruolo dell’ASI? La risposta è semplice: di mero spettatore infatti non è lui titolato ad intervenire. Primo, perché il territorio è del Comune e solo il Consiglio Comunale ne può disporre e pianificare l’uso, secondo perché la direttiva SEVESO non gli attribuisce alcuna competenza.
Per dare concretezza alla riflessione e alle argomentazioni evidenziandone le ripercussioni sia sulla popolazione che sugli imprenditori facciamo riferimento all’agglomerato di industriale di ANAGNI che conta 7 stabilimenti classificati R.I.R. di cui 5 di soglia inferiore e 2 di soglia superiore (OXIDO e Romana Chimici). Poniamo l’attenzione su questi ultimi 2 perché i piani di sicurezza sono pubblicati sul sito della Prefettura, i dati sono  pubblici e su di essi possiamo argomentare senza timore di smentite o divulgare notizie non verificate. A pag 74 del Piano Emergenza Esterna (proposto in appendice) sono riportati i  cerchi  che delimitano  l’area di  impatto nei 30 min successivi all’incidente secondo le norme tecniche su cui non ci interessa qui soffermarsi.
Orbene negli ultimi tempi si parla tanto della riconversione della ex Videocolor, iniziativa portata avanti dall’ASI, e questo gli spetta farlo purchè nei limiti delle competenze. Il problema, infatti, è che l’area in questione ricade interamente nelle aree di rispetto degli stabilimenti OXIDO e ROMANA CHIMICI, in particolare.
Pertanto nessuno è titolato a dire quali attività si possono svolgere all’interno del complesso industriale se non il CTR che si esprime solo su documenti ERIR redatti dai Comuni o su progetti in corso di istruttoria sempre su richiesta del Comune interessato.

Sintetizzando la situazione :
a) L’imprenditore non è  libero di intraprendere la sua iniziativa imprenditoriale e non lo sa a priori; b) Il Comune non ha titolo di esprimere il pare urbanistico;
c) per quanto riguarda  l’ASI c’entra come i cavoli a merenda, all’interno del PTR ci sono strumenti che avrebbe potuto usare ma alla prova dei fatti non saputo fare.
In questa situazione sorprende che nell’ambito della procedura per la stesura del nuovo piano regolatore, il Consiglio Comunale di Anagni ha approvato il DPI (Documento di Programmazione e Indirizzo) che liquida la questione RIR con una mera presa d’atto in mezza pagina. E’ invece urgente accelerare la stesura di questo strumento di programmazione se veramente sta cuore la reindustrializzazione del sito in tempi molto brevi.  
Lo sviluppo va preso per il verso giusto, programmando lo sviluppo del territorio, rispettando le regole,  monitorando l’applicazione della programmazione in modo rigoroso.
Questo è quello chiede con ostinazione e determinazione CIVIS: il rispetto dell’Art.41 della Costituzione  solo 2 mesi fa il Popolo italiano ha riaffermato:
 
L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”.

9 febbraio 2017
Impianto trattamento rifiuti Tecnoriciclo Ambiente di Anagni: Civis chiede alla Regione Lazio la revoca del provvedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale
La Regione Lazio, Area VIA, con il provvedimento del 17 Gennaio u.s. e che pubblichiamo sul sito web www.civisferentino.eu, ha espresso parere di compatibilità ambientale per l’impianto di trattamento di rifiuti della Tecnoriciclo Ambiente, sito in Anagni nell’area industriale.
E’ importante segnalare che determinante è risultato il parere favorevole espresso dal Comune di Anagni, come si può agevolmente leggere nel provvedimento regionale.
E’ il segnale che l’atteggiamento dell’amministrazione comunale sulla collocazione di nuovi impianti dedicati al trattamento dei rifiuti sul suo territorio sta mutando in una direzione contraria alla tutela ambientale del territorio.
In vista delle decisioni circa le richieste di Ipercompost, Saxa Gres ed Energia Anagni srl, questo comportamento dovrebbe preoccupare e non poco i cittadini di Anagni e le loro associazioni, che finora non si sono attivati visto che solamente Civis ha presentato Osservazioni nel corso del procedimento per l’impianto della Tecnoriciclo Ambiente: non basta la “mobilitazione” ma occorre un impegno più concreto in tutte le azioni sul piano amministrativo e finanche giudiziario.
L’impianto della Tecnoriciclo Ambiente sarà dedicato principalmente alla produzione di combustibile per termovalorizzatori –CDR o CSS- e ciò crea un pericoloso precedente che potrebbe favorire il moltiplicarsi di impianti similari anche nel territorio di Anagni, i quali non potranno che incrementare e sostenere il ricorso alla combustione per chiudere il ciclo dei rifiuti.
Ed è necessario tenere conto del fatto che il Comune di Anagni pur appartenendo territorialmente alla Provincia di Frosinone, rientra però nell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di Roma per la gestione dei rifiuti, essendo stato così inserito dal Piano Regionale del 2012 tutt’ora vigente; ne consegue che il suo territorio è particolarmente esposto alla collocazione di nuovi impianti per il trattamento dei RSU provenienti dall’area metropolitana di Roma, che sconta un gap ventennale sul fabbisogno impiantistico.
Con Saxa Gres che intende realizzare un impianto di recupero delle ceneri di risulta dei termovalorizzatori ed un impianto di compostaggio da ben 90.000 tonnellate all’anno, sembra che su Anagni stia per realizzarsi un’intera filiera dedicata ai rifiuti a servizio della Capitale: manca solo la discarica.
A questo proposito rammentiamo che nel settembre u.s. allorchè la Provincia di Frosinone chiese a tutti i comuni l’indicazione delle aree idonee e non idonee alla collocazione di nuovi impianti di smaltimento di rifiuti (le discariche), il Comune di Anagni non comunicò alcuna osservazione, limitandosi ad eccepire la mancanza di proposte da parte della stessa Provincia.
Inoltre, nel recente DPI per il nuovo Piano Urbano Generale Comunale adottato dall’amministrazione comunale, oltre a diverse mancanze in merito alla tutela ambientale che abbiamo già rilevato, non si prevede alcuna norma di divieto alla collocazione di impianti di trattamento e smaltimento di rifiuti che invece poteva e doveva essere inserita.
Cogliamo l’occasione per ribadire che, noto ed accertato il gravissimo degrado ambientale del nostro territorio, gli impatti che derivano da siffatti impianti non sono sostenibili, e gli apparenti vantaggi si risolvono a medio termine con pesanti ricadute sulla salute della collettività.
La Regione Lazio ha comunque imposto una serie di prescrizioni alla Tecnoriciclo, da verificarsi in sede di rilascio di Autorizzazione Integrata Ambientale AIA presso la Provincia; Civis è già intervenuta nel procedimento per l’AIA provinciale ed in quella sede presenterà ulteriori Osservazioni e richieste volte ad ottenere il rispetto di dette prescrizioni.
Nel frattempo l’associazione ha inoltrato alla Regione Lazio istanza per la revoca in autotutela della Determina di Valutazione d’Impatto Ambientale poiché diversi elementi del provvedimento appaiono in contrasto con la normativa vigente, in particolare con il Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria e la recente zonizzazione che inserisce il Comune di Anagni nella zona A classe 1 per l’inquinamento e non in quella con inquinamento minore, zona B classe 2, come erroneamente indicato nel parere VIA.
 
Ferentino,lì 09 Febbraio 2017
 

RIF_DD_G00351_17_01_2017_Allegato1
ANAGNI_PROT_93014_21_09_2016
8 febbraio 2017
La Consigliera Regionale Daniela Bianchi risponde all’appello di Civis
Con un messaggio sulla pagina facebook dell’associazione, la Consigliera Regionale Daniela Bianchi ha risposto all’auspicio di Civis ad intervenire per la predisposizione e presentazione di una moratoria che vieti la collocazione di nuovi impianti ad elevato impatto ambientale nella Valle del Sacco fino al risanamento del territorio.
Ringraziamo la Consigliera per l’attenzione e la disponibilità; condividiamo la sua visione e la volontà di attuare un modello di sviluppo sostenibile per la Valle del Sacco.
Abbiamo dei dubbi sulle APEA, ovvero sulla loro gestione, poiché la finalità virtuosa e la mission del modello europeo possono essere stravolte da coloro che le intendono come una “scorciatoia” per aggirare le normative di tutela ambientale; lo diciamo chiaramente: i segnali che sono venuti dall’ASI di Frosinone ci hanno lasciati assai perplessi.
E le APEA, essendo piani-programmi di area vasta, vanno sottoposte a Valutazione Ambientale Strategica VAS.
I tempi necessari a dare una svolta alle politiche regionali in direzione dello sviluppo sostenibile non sono sicuramente brevi, e si dispiegano su una programmazione a medio termine.
Il nostro territorio, però, subisce OGGI il moltiplicarsi di impianti, sopratutto dedicati al trattamento dei rifiuti, i cui impatti saranno tali da vanificare gli interventi di risanamento ambientale, quelli in corso e quelli futuri, ed anche quelli del SIN.
Del resto, la proposta di moratoria è stata avanzata da Legambiente e Retuvasa già da diversi anni, poiché le associazioni avevano inteso i rischi e le conseguenze delle politiche attuate dalle amministrazioni regionali che si sono succedute al governo del Lazio.
Non possiamo, perciò, che rinnovare la nostra sollecitazione a redigere e presentare NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE, la proposta di un provvedimento amministrativo avente forza di norma tale che gli uffici della p.a. competenti possano legittimamente vietare la collocazione di nuovi impianti. Un ordine del giorno del Consiglio Regionale è una mera dichiarazione d’intenti che non è sufficiente a porre un freno all’attuale gravissima situazione.
Sappiamo che non è semplice, sia politicamente che dal punto di vista amministrativo, redigere un testo contenente la moratoria e presentarlo agli organi della Regione Lazio; siamo consapevoli delle difficoltà e siamo pronti a mettere a disposizione della Consigliera Daniela Bianchi e di altri Consiglieri che intendano impegnarsi sulla questione, tutte le nostre competenze tecniche ed amministrative, il nostro impegno e le nostre risorse.
E’ una sfida che va affrontata coraggiosamente: non è possibile indugiare ancora, pena il precipitare in un degrado ambientale non più risanabile.
Di seguito il testo della comunicazione della Consigliera Bianchi:
"Condivido e raccolgo l’appello dell’Associazione Civis sulla necessità di limitare i nuovi impianti inquinanti nella Valle del Sacco e sostenere uno sviluppo sostenibile.
La scorsa settimana in Consiglio Regionale è stato approvato un ordine del giorno che va in questa direzione.
Lo sviluppo sostenibile è un’ idea ben precisa di modello alla cui realizzazione si tende con azioni precise e concrete. Da parte mia non mi sottraggo a questo impegno anche con precise azioni normative. Quale ad esempio quella portata avanti in questi anni con associazioni ed esperti e che riguarda la proposta di legge sulle APEA (aree produttive ecologicamente attrezzate) su cui la Regione ha già deciso di investire circa 30 milioni di euro. Uno strumento che l’Europa ha gia adottato da tempo e che dà alle imprese la possibilità di attuare in rete, iniziative efficaci per diminuire l’impatto ambientale, con uno snellimento dei processi autorizzativi che va ad incentivare comportamenti virtuosi.
Le richieste avanzate da Civis sono molto complesse e hanno bisogno di un approfondimento, a cui con la collega Avenali non mi sottrarrò, ma di fondo condivido l’idea di impedire con ogni mezzo che in futuro possano ripetersi nuovi scempi ambientali come avvenuto nei decenni passati.
Accanto ad associazioni e al territorio, da anni rivendichiamo la massima serietà di approccio alle tematiche della Valle del Sacco, a partire dall’attuare una politica di sviluppo che favorisca attività industriali a impatto zero e che fermi nuovi insediamenti inquinanti. E adesso che con il lavoro della Regione Lazio l’area del SIN è stata perimetrata e le risorse sono state sbloccate, è fondamentale partire con azioni concrete."

Ferentino 8 febbraio 2017
Associazione Civis
6 febbraio 2017
“Qui si parrà la tua nobilitate”: l’associazione Civis chiede ai Consiglieri Avenali e Bianchi di presentare al Consiglio Regionale la proposta di moratoria per la Valle del Sacco
Le associazioni Legambiente e Retuvasa hanno rilanciato in questi giorni la proposta di una moratoria che vieti in tutto il territorio del SIN Bacino del fiume Sacco la collocazione di nuovi impianti ad elevato impatto ambientale, in particolare di trattamento dei rifiuti, e fino al completamento delle bonifiche.
Civis sostiene questa proposta, ed avanza la richiesta di così integrarla:

a) estensione a tutto il territorio del Bacino del fiume Sacco, e non solo al perimetro del SIN;
b) durata temporale estesa non solo alla conclusione delle bonifiche, ma fino al risanamento della qualità dell’aria, con il ritorno dei territori dei Comuni interessati all’attribuzione della zona C a basso rischio di inquinamento, secondo i parametri previsti dal Piano Regionale;
c) durata temporale estesa fino al risanamento della qualità delle acque superficiali del bacino del fiume Sacco con il raggiungimento dello stato di “buono” come previsto dalla Direttiva Europea 2000/60.
 
E’ necessario, però, passare dalle dichiarazioni d’intenti ad atti concreti, con la formalizzazione della proposta al Consiglio o alla Giunta della Regione Lazio, affinché attraverso l’iter istituzionale previsto dai regolamenti, si giunga all’emissione di un provvedimento cogente ed in grado di operare in maniera incisiva sulla realtà.
Orbene, nella Commissione Consiliare VI Ambiente siedono la Consigliera Cristiana Avenali che proviene dalle fila di Legambiente, e la Consigliera Daniela Bianchi, la quale proviene dal nostro territorio ed in svariate occasioni ha dichiarato la sua vicinanza alle tematiche ambientali.
Entrambe fanno parte del gruppo di maggioranza nel Consiglio Regionale.
Pertanto, auspichiamo che nell’esercizio del loro ruolo di rappresentanti elette dai cittadini anche della Valle del Sacco, le Consigliere si facciano carico di elaborare e presentare, ai sensi dello Statuto Regionale, una proposta di deliberazione contenente il provvedimento di moratoria anzidetto.
Inoltre, la richiesta del provvedimento di moratoria dovrebbe essere sostenuta, sempre formalmente ai sensi dell’Art.37 o dell’Art.65 dello Statuto, dalle amministrazioni comunali della Valle del Sacco così da dare concretezza all’azione del Coordinamento Ambientale dei Sindaci, finora assai poco produttivo.
Ed esiste anche l’occasione istituzionale ed amministrativa: è in corso presso la Commissione Ambiente l’esame della proposta di revisione sia del Piano di Gestione dei Rifiuti, sia di modifica della Legge Regionale n.27/98 sulla disciplina di gestione dei rifiuti del Lazio; in quella sede è prevista per il giorno 07 Febbraio 2017 una nuova audizione dell’Assessore Mauro Buschini.
Ancora, il nuovo Piano di Gestione dei Rifiuti, dopo la pronuncia della Direzione Regionale competente, deve essere sottoposto alla Valutazione Ambientale Strategica VAS, la quale costituisce un’ulteriore opportunità per proporre ed inserire norme di salvaguardia.
Se c’è, realmente, la volontà di tutelare la Valle del Sacco ed i suoi cittadini, questo è il momento di dimostrarlo: “qui si parrà la tua nobilitate”.

Ferentino, 6 febbraio 2017
Associazione Civis
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