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NEWS - EDITORIALI
19 SETTEMBRE 2018
Comunicato dell'Associazione CIVIS di Ferentino
Ex ospedale di Anagni – Impianti RIR e vendita immobile: due questioni sottovalutate

Il Consiglio Comunale di Anagni nella seduta del 14 Settembre ha approvato una delibera nella quale si legge che “Nel territorio del Comune di Anagni sono presenti sette stabilimenti a Rischio Incidente Rilevante RIR ricadenti nella fattispecie di cui al DLgs 105/2015; tre di detti impianti sono ad alto rischio di incidente rilevante di cui alla Direttiva “Seveso”; nei piani di Emergenza Esterna depositati dalla tre aziende presso la prefettura di Frosinone viene indicato il pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Anagni quale presidio di riferimento nel caso di maxiemergenza fase ospedaliera”.
Ed ancora che:
-“debba essere affrontato in maniera appropriata il problema dei sette stabilimenti a rischio Seveso di cui 3 a elevatissimo RIR che riguarda sia i lavoratori dipendenti che le popolazioni delle aree circostanti”;
- “delibera (…..) di avviare la procedura per la revisione del Piano di Protezione Civile del Comune di Anagni”.
In particolare quest’ultimo punto testimonia del fatto che il Consiglio Comunale ha recepito quanto rappresentato da Civis nel comunicato del 15 Luglio scorso, nel quale indicavamo che:
“Se i Piani di Emergenza pubblicati dalla Prefettura non sono aggiornati, pure il Piano di Protezione Civile di Anagni, ben più recente, mostra qualche pecca visto che nel capitolo 1.4) Servizi Sanitari (pag.7) viene descritta come struttura di sanitaria attiva l’Ospedale di Anagni, con pronto soccorso e reparti di Cardiologia, Medicina Generale, Ortopedia, Urologia, Chirurgia. (vedi link) Solo che tutto questo non esiste più.”.
Nello stesso comunicato Civis riproponeva, dopo averlo fatto fin dal 2015, la questione degli impianti RIR come uno degli argomenti decisivi sui quali basare l’azione per evitare la definitiva chiusura del presidio sanitario. Siamo, perciò, soddisfatti che l’attuale Consiglio Comunale abbia recepito quanto esposto da Civis, a differenza della precedente amministrazione e degli altri soggetti impegnati nelle iniziative riguardanti l’ex ospedale di Anagni (associazioni, sindacati, ecc.) che fino ad oggi avevano totalmente ignorato le ragioni addotte dalla nostra associazione.

Ci sembra, però, che nell’attualità sia l’amministrazione comunale sia gli altri attori della vicenda, stiano sottovalutando il tema della possibile, anzi probabile, vendita dell’immobile dell’ex Ospedale di Anagni, vendita che costituisce un’opportunità per conseguire la realizzazione di un nuovo pronto soccorso; di ciò non c’è traccia nella delibera comunale quando invece può essere avanzata alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone una concreta proposta d’intervento.

Infatti, il Consiglio della Regione Lazio proprio nella seduta di ieri ha approvato l’Art.30 della Legge Regionale n.55 che prevede la cessione degli immobili della SAN.IM, fra cui l’ospedale di Anagni, alle ASL che ne avevano l’utilizzo ed il possesso (cfr resoconto pag.65 e 66 a questo link)
La norma approvata dal Consiglio Regionale ha la finalità di “consentire la realizzazione di politiche di patrimonializzazione e valorizzazione finora precluse”; in buona sostanza le ASL potranno vendere le strutture sanitarie che non utilizzano più per fare cassa.
Il valore dell’ex ospedale di Anagni, ormai del tutto dismesso dopo la chiusura del PPI nel Luglio scorso quindi assai appetibile per operazioni di valorizzazione immobiliare, è indicato in 11,5 milioni di Euro, come risulta dai bilanci della ASL di Frosinone: circa 900 €/mq quando il valore degli immobili residenziali in Anagni è di circa 2.000 €/mq, e di quelli commerciali di 2.500 €/mq.
Anche solo la metà del ricavato della vendita al valore fissato dalla ASL consentirebbe la realizzazione di un nuovo Pronto Soccorso, in altra sede, completo di tutti i presidi ed attrezzature necessarie.
Finora, però, pur essendo ormai nota la possibilità di alienazione dell’immobile, né il Comune né altri soggetti hanno formalmente avanzato tale proposta alla Regione Lazio ed alla ASL di Frosinone: vincolare parte del ricavo della vendita alla costruzione di un nuovo Pronto Soccorso.
Serve un atto o provvedimento amministrativo che disponga l’avvio di un procedimento volto a conseguire questo risultato e che impegni gli enti coinvolti, e non chiacchiere come già se ne fanno e sono ne sono fatte in passato, troppe ed inutili.

Non vorremmo che, così come avvenuto per la questione degli impianti RIR, l’opportunità venisse ignorata o sottovalutata per anni, salvo rammentarsene quando ormai è troppo tardi.

Ferentino,lì 19 Settembre 2018
Associazione Civis di ferentino
17 SETTEMBRE 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente
e dell'Associazione CIVIS di Ferentino

Registro Tumori: le associazioni offrono la loro collaborazione alla ASL di Frosinone per superare l’impasse

L’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente e l’Associazione Civis di Ferentino hanno inviato oggi al Commissario Straordinario della ASL di Frosinone, Dott.Macchitella, al Direttore del Dipartimento Prevenzione Dott.Pizzutelli ed alla Responsabile della UF Registro Tumori, Dott.ssa Iannoni, una comunicazione con la quale offrono la loro collaborazione –a titolo gratuito- per superare le criticità nell’attuazione del Registro Tumori.

Infatti, nella esaustiva risposta ad un accesso civico avanzato da Civis, la ASL di Frosinone ha rappresentato che pur procedendo attivamente con gli adempimenti necessari all’accreditamento AIRTUM, le procedure di registrazione ed elaborazione dei dati sono influenzate dalla cronica carenza di personale specializzato, in particolare di medici, che possiedono le competenze necessarie allo svolgimento delle procedure indicate dal regolamento di attuazione del registro tumori.

Pertanto, poiché l’Associazione Medici di Famiglia è costituita appunto da medici, i soci della stessa sono pronti a mettere a disposizione la loro professionalità ed il loro impegno, ribadiamo a titolo assolutamente ed esclusivamente gratuito, a servizio della UF del Registro Tumori della ASL, sotto la direzione della Responsabile Dott.ssa Iannone.
Civis, per sua parte, mette a disposizione le competenze dei suoi soci per collaborare e supportare la ASL negli adempimenti amministrativi e per quanto occorra a velocizzare e snellire gli adempimenti del registro, ugualmente senza alcun onere per l’azienda sanitaria.
Le associazioni sono pronte ad incontrare la dirigenza della ASL di Frosinone e, se ci sarà una risposta positiva, a stipulare una convenzione per formalizzare la collaborazione proposta.

In un periodo nel quale la questione del Registro Tumori è divenuta oggetto di strumentalizzazioni politiche, polemiche, “grida” di manzoniana memoria, ma senza che alcuno faccia un passo decisivo e si rimbocchi le maniche per completare il lavoro già avviato, non può che toccare alle associazioni dei cittadini collaborare concretamente e fattivamente alla realizzazione di questo indispensabile presidio epidemiologico.
I like sui social ed i comunicati stampa sono inutili: c’è bisogno di responsabilità e di impegno, il resto sono solo chiacchiere e bisogno di visibilità.

Frosinone-Ferentino,lì 17 Settembre 2018
Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone
Associazione Civis di ferentino
6 SETTEMBRE 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino
L’Amministrazione Comunale di Anagni fra l’incudine ed il martello:
la Provincia di Frosinone ordina la messa in sicurezza della ex discarica Radicina

Il Settore Ambiente della Provincia di Frosinone ha ordinato al Comune di Anagni di eseguire, entro trenta giorni , le opere per la messa in sicurezza della ex discarica Radicina, opere necessarie a fermare l’emorragia di percolato che da vent’anni contamina tutto il reticolo idrografico ed i terreni agricoli fra Ferentino ed Anagni, inquinando il torrente Alabro, il fiume Sacco e finanche le falde e risorse idriche del comprensorio.
L’ISPRA ha calcolato che si sono riversati sul nostro territorio oltre 10.500 metri cubi di percolato all’anno.

L’ordinanza, pubblicata oggi sull’albo pretorio dell’amministrazione provinciale, è conseguenza della richiesta di intervento inoltrata dall’Associazione Civis nel Giugno u.s. con la quale si chiedeva al Ministero dell’Ambiente, alla Regione Lazio ed alla Provincia di Frosinone, di porre rimedio all’ignavia del Comune di Anagni che nulla ha fatto per evitare l’enorme danno ambientale, pur essendo perfettamente consapevole della necessità di azioni urgenti.

Ed ora qualche sassolino dalle sue scarpe l’Associazione Civis vuole toglierlo.

L’ordinanza per l’ex discarica Radicina certifica il totale fallimento dell’operato in tema ambientale della precedente Giunta Comunale guidata dal Sindaco Bassetta.
Tavoli, convegni, comunicati stampa, manifestazioni davanti alla Regione Lazio, ma nemmeno un intervento concreto: il nulla.
Conserviamo ancora il comunicato di un consigliere comunale della precedente amministrazione -il quale ha avuto il buon senso di non ricandidarsi- che tacciava Civis di “terrorismo ambientale”, di sfruttare le paure ed i timori dei cittadini per ricavare visibilità:  tutto ciò che segnalavamo era falso, scorretto, distorto, poichè in verità l’aria era pulita, i campi profumavano di fiori ed essenze, le acque scorrevano limpide e cristalline. L’ex (per fortuna!) consigliere deve ancora chiedere scusa, a Civis ed ai cittadini di Anagni.

L’attuale Giunta del Sindaco Natalia, sempre in tema di tutela ambientale, inizia male e rischia di finire peggio: si trova fra l’incudine ed il martello.
L’ordinanza della Provincia obbliga l’amministrazione comunale ad intervenire ed a realizzare le opere indispensabili a bloccare la contaminazione di acque e suoli (messa in sicurezza d’emergenza), e subito dopo ad iniziare la bonifica; se il Comune di Anagni non adempie, subirà l’azione in danno da parte della Provincia che procederebbe immediatamente nei suoi confronti.
Se il Comune procede alla realizzazione delle opere di messa in sicurezza, ma per farlo utilizza fondi comunali o risorse pubbliche senza aver prima avviato l’azione di risarcimento nei confronti dei soggetti responsabili dell’inquinamento ambientale –già individuati dallo stesso Comune- inciamperà in un procedimento per danno erariale.
In ogni caso, sarebbe assai difficile spiegare ai cittadini di Anagni il ricorso alle casse comunali per lasciare indenni i portafogli di chi ha compromesso salute ed ambiente.
E ricordiamo che Civis ha già diffidato il Comune di Anagni: se l’amministrazione non procederà per il ristoro dei danni e delle spese per la bonifica nei confronti dei responsabili, lo farà in surroga l’associazione.

Questa vicenda crea un precedente importante per la Valle del Sacco: l’azione delle associazioni dei cittadini quando è concreta, ben strutturata, e scevra da finalità politiche, contribuisce in modo decisivo ad orientare e sostenere l’operato delle pubbliche amministrazioni verso la concreta risoluzione delle problematiche ambientali; e quando è necessario può incisivamente spingerle ad attivarsi.
Ci vuole dedizione, il sacrificio di tempo e risorse, e molta, moltissima determinazione.
E non basta la protesta: occorre elaborare ed avanzare  proposte pragmatiche e realistiche.
Per ridurre i costi e gli oneri di bonifica della ex discarica di Radicina, Civis ha elaborato da tempo un intervento e ne ha verificato la fattibilità.
Ed era pronta a proporlo all’amministrazione comunale, sia la precedente che l’attuale: la loro assoluta sordità è un ostacolo quasi insuperabile.

Ferentino,lì 6 Settembre 2018
Associazione CIVIS
23 Luglio 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino

Ex Pronto Soccorso di Anagni e Rischio Incidente Rilevante: Civis chiede la verifica e l’intervento del Dipartimento Protezione Civile

“Se qualcosa può andar male, prima o poi lo farà” (Legge di Murphy).
Visto quanto accaduto “solo” per una puntura d’ape, figuriamoci cosa potrebbe avvenire –Dio non voglia!- per un incidente industriale.

Civis prova a rompere il muro di gomma delle istituzioni ed enti competenti ed inoltra una prima richiesta di verifica ed intervento al Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, per la rispondenza del servizio sanitario di Anagni ai rischi di incidente rilevante RIR ed al Piano di Emergenza Comunale PEC.

Di seguito pubblichiamo la comunicazione inviata al Dipartimento di Protezione Civile: basta leggerla, copiarla ed inviarla, se qualche altra associazione o istituzione vuole farla propria.

Ferentino,lì 23 Luglio 2018
Associazione CIVIS
15 Luglio 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino

La chiusura del Punto Primo Intervento PPI di Anagni: l’ennesimo inganno

“Io so’ io e voi non siete un ……!” diceva il Marchese del Grillo, e mai frase fu più adatta a descrivere quanto accaduto per l’ex Ospedale di Anagni. All’indomani della riunione della Commissione Regionale che richiedeva la sospensione della delibera della ASL con la quale si disponeva la definitiva chiusura dell’ultimo residuo di presidio sanitario ad Anagni, avvertimmo che era in arrivo una scontata fregatura. La Commissione Regionale ha espresso una volontà politica, che non ha e non può avere alcun effetto sull’attività di gestione amministrativa dell’ente ASL. E’ l’abc dei rapporti fra organi politici e gestione amministrativa degli enti pubblici: la separazione della sfera politica da quella di gestione amministrativa; e la chiusura del PPI di Anagni è un mero atto di gestione. Il provvedimento della ASL non è stato contrastato da nessuno sul piano amministrativo o giudiziario (non abbiamo notizia di ricorsi al TAR o richieste di revoca del provvedimento), ed è stato reso in conseguenza di altri atti e provvedimenti amministrativi che pure non sono stati mai opposti o impugnati da alcuno. Così la dirigenza della ASL di Frosinone può tirare diritto: si chiude.

Fino ad ora cosa è stato fatto –concretamente- per difendere almeno la conservazione del Pronto Soccorso di Anagni? Nulla, un classico “fico secco”. Solo chiacchiere, promesse da campagna elettorale, manifestazioni, sit-in, lettere a Zingaretti, ininfluenti delibere di consiglio comunale, comunicati stampa di fuoco, tavoli, convegni, ecc. E tutti hanno “abboccato” all’ennesimo inganno, persino il neo sindaco di Anagni.

I cittadini di Anagni, però, debbono scuotersi, ed anche diverse associazioni che li rappresentano: la difesa dell’ambiente e della salute debbono esercitarla in prima persona. Delegare i loro rappresentanti politici a queste istanze non serve e non è servito a nulla, piatire assessori regionali e sindaci è inutile, far leva su questioni morali o politiche è del tutto inefficace, ed in Regione ed in ASL se ne stra-fregano delle manifestazioni di piazza in Ciociaria. E pure le innumerevoli denunce ed esposti alle Procure non servono: i Pubblici Ministeri perseguono i reati, non hanno i poteri ed i compiti per riaprire reparti ed ospedali. E finora il reato di “presa per i fondelli” non è previsto dal Codice Penale.

Molto più incisive sarebbero state impugnative di delibere, richieste formali di revoca di atti e provvedimenti, giudizi per l’adempimento, istanze per l’attivazione di poteri sostitutivi, azioni di responsabilità e risarcimento danni nei confronti dei dirigenti della ASL e della Regione Lazio. Nessuno, ad esempio, ha impugnato illo tempore l’Atto Aziendale della ASL, prodromo dell’attuale chiusura del PPI di Anagni. Fu proposto solamente un ricorso al TAR anni fa, debolissimo, tanto che fu stroncato dal giudice amministrativo e dal Consiglio di Stato senza nemmeno un pronunciamento di merito.

L’attività di difesa e tutela di ambiente e salute ha un costo: in denaro, in impegno, in tempo; ma se pensate che bastino 1000 like su facebook a cambiare le cose allora, cari anagnini, in brevissimo tempo le ragnatele invaderanno l’ex Ospedale, la Regione venderà l’immobile e ci sarà al suo posto un bel condominio.

Qualche tempo fa Civis indicò un punto di attacco strettamente legato alle questioni ambientali, suggerì uno dei tanti motivi sui quali basare un’azione amministrativa e/o giudiziaria per contrastare la definitiva chiusura del Pronto Soccorso di Anagni; lo illustrammo all’ex sindaco Bassetta, all’ex consigliere delegato alla sanità Roiati ed alle associazioni di Anagni, ma fummo ignorati.
Nel territorio del Comune di Anagni insistono ben n.7 impianti industriali a Rischio Incidente Rilevante RIR, ricadenti nelle fattispecie previste dalla Direttiva Seveso III, DLgs.vo 105/2015. Sono impianti RIR quegli stabilimenti che, per le sostanze che utilizzano e per i processi produttivi che svolgono, possono causare incidenti le cui ricadute potrebbero interessare in maniera grave l’ambiente e la salute dei cittadini. Il richiamo al disastro di Seveso non è causale.
A questo link del Ministero dell’Ambiente, detti impianti sono indicati e censiti: quattro sono di “soglia inferiore” e tre di “soglia superiore”. E’ la più altra concentrazione di impianti RIR del Lazio e dell’intero centro-sud d’Italia: non c’è alcun Comune che ne abbia tanti, così vicini, da essere considerato anche il rischio del cosidetto “effetto domino”.

Per i tre di “soglia superiore” sono pubblicati sul sito web della Prefettura di Frosinone –come previsto dalla normativa- i PPE, Piani di Emergenza Esterna.
Nel Piano della Simmel Difesa spa (pag.58) relativamente al Soccorso Sanitario, è previsto l’utilizzo de: “Ospedale Civile di Anagni - È in grado di accettare contemporaneamente n° 1 codice rosso n° 2 codici gialli n° 10 – 15 codici verdi e bianchi questo nelle ore diurne ( 8.00 – 20.00 ) in quelle notturne n° 1 codice rosso n° 1 codice giallo n° 6 – 7 codici verdi e bianchi a supporto dell’Ospedale di Anagni può esser utilizzato l’Ospedale di Alatri che ha le medesime capacità operative e in più ha il Reparto di Rianimazione”. Pressochè identica previsione è contenuta nel Piano della Oxido spa (pag.59) ed in quello della Romana Chimici (pag.55). E’ evidente che i PPE non sono aggiornati, ma è indubbio che i Piani sono stati redatti in considerazione della indispensabile vicinanza di un Pronto Soccorso come quello di Anagni, in grado di rispondere all’emergenza sanitaria conseguente all’Incidente Rilevante. Solo che il Pronto Soccorso di Anagni non esiste più.

Se i Piani di Emergenza pubblicati dalla Prefettura non sono aggiornati, pure il Piano di Protezione Civile di Anagni, ben più recente, mostra qualche pecca visto che nel capitolo 1.4) Servizi Sanitari (pag.7) viene descritto come struttura di sanitaria attiva l’Ospedale di Anagni, con pronto soccorso e reparti di Cardiologia, Medicina Generale, Ortopedia, Urologia, Chirurgia.
Solo che tutto questo non esiste più.

Immaginate la confusione ed i problemi nel caso –che speriamo non si verifichi mai- di incidente rilevante, con la presenza di indicazioni contraddittorie e fuorvianti nei PPE e nel Piano di Protezione Civile di Anagni.

Insomma, qualcuno ha mai chiesto una verifica –formale ed ufficiale- al Dipartimento della Protezione Civile presso la Presidenza del Consiglio, o presso il Ministero dell’Ambiente, o ancora presso il Ministero della Sanità, della rispondenza delle strutture sanitarie di Anagni all’emergenza per i RIR? Qualcuno ha mai richiesto, formalmente ed ufficialmente, alla ASL ed alla Regione Lazio di adeguare la struttura sanitaria a queste primarie esigenze? Qualcuno ha mai agito, in sede amministrativa o in giudizio, per ottenerle? Dopo aver saputo che nessuno lo ha mai fatto, ad Anagni continuate a dormire tranquillamente?

Ferentino,lì 15 Luglio 2018
Associazione CIVIS

22 giugno 2018
Comunicato STAMPA
Associazione CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato a Difesa dell'Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la mozione per l’avvio del Programma di Valutazione Epidemiologica sulla Valle del Sacco

Il Consiglio Regionale, nella seduta del 20 Giugno 2018, ha approvato la mozione presentata dai Consiglieri Barillari, Lombardi, Porrello, Cacciatore, Marcelli, Pernarella e De Vito del Movimento 5 Stelle che, con il primo punto, impegna il Presidente Zingaretti, l’Assessore alla Sanità D'Amato e la Giunta Regionale, all’attuazione di quanto previsto dalla DGR 228/2017, ovvero ad avviare finalmente il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio.

Le associazioni firmatarie del comunicato sono soddisfatte di questo primo intervento del Consiglio regionale: gli organi politici della Regione hanno fatto la loro parte ma il territorio sconta un ritardo di anni e terrà alta l'attenzione per verificarne la reale attuazione del Programma.

Ora spetta agli uffici ed agli assessori concretizzare l’impegno assunto ieri: non ci sono più alibi, scusanti o motivi per ritardare ancora l’avvio del Programma che costituisce uno strumento importante poiché “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”.

Il Programma, perciò, non riguarda solo lo studio di possibili tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati sono strategici anche per la pianificazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Come già reso noto dalle associazioni, nonostante l’iniziativa sia stata finanziata nel bilancio regionale del 2017 e 2018, di recente approvazione,  le risorse di 960.000 € non sono mai state trasferite al DEP Lazio per avviare lo Studio Epidemiologico ed il Programma che è rimasto, fino ad ora, solo sulla carta.

Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica,  Movimento Civico Paliano e Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, nel novembre 2017 hanno inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito.

Ora, a seguito dell’approvazione della mozione del Consiglio Regionale le associazioni attendono un segnale concreto di avvio del Programma, in tempi brevi, da parte dell’Amministrazione regionale.
In caso di ulteriori ritardi e inadempienze le associazioni sono pronte a dare avvio all’azione giudiziaria.
Il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’adempimento ai suoi obblighi è pronto e se necessario si ricorrerà a tutti gli strumenti previsti dalla legge per individuare eventuali responsabilità amministrative.

E segnaliamo che il Registro Tumori -altra iniziativa fondamentale di prevenzione- pur essendo dotato di tutti gli strumenti amministrativi e finanziari, non è ancora attivo nella nostra Provincia, unica a non avere ancora adempiuto alle indicazioni regionali.
Rivolgeremo la nostra attenzione all’operato della ASL di Frosinone e dei suoi dirigenti.

Tutti i documenti sono pubblicati qui di seguito.

Ferentino,lì 22 Giugno 2018

CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

14 giugno 2018
Comunicato dell'Associazione CIVIS
L’Avv. Antonio Pompeo è stato rieletto Sindaco di Ferentino, con un risultato inequivocabile.
L’Associazione Civis si complimenta con il Sindaco e gli augura un buon lavoro.

Il Sindaco ha recepito nel programma elettorale con il quale è stato eletto, dieci proposte d’intervento in tema ambientale fra quelle presentate da Civis nell’incontro del 14 Aprile u.s.:
1. Bonifica e progetto di riuso della ex cartiera;
2. Istituzione sportello comunale dedicato al SIN Bacino del fiume Sacco;
3. Istituzione Ufficio Intercomunale per i procedimenti ambientali e per il SIN;
4. Modello di raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ed isola ecologica;
5. Informazione e formazione ai cittadini sulla raccolta differenziata;
6. Piano della Mobilità;
7. Moratoria sugli impianti ad elevato impatto ambientale nel nuovo PUCG;
8. Iniziative per incentivazione all’adeguamento degli impianti di riscaldamento e per la riduzione delle emissioni;
9. Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia –PAESC;
10. Risanamento idrogeologico del reticolo idrico.

Su questi dieci punti l’associazione interverrà in modo particolare per sollecitare, sostenere e nel caso insistere per la concreta realizzazione delle attività.
Ciò non significa che gli altri temi e questioni rappresentate nell’incontro dell’Aprile scorso saranno trascurate, anzi le riproporremo con determinazione.
Se ci sarà da criticare l’amministrazione comunale e contrastarla anche duramente, oppure riconoscerne l’operato e ringraziarla, lo faremo come abbiamo sempre fatto, nell’ambito del nostro ruolo quale associazione che rappresenta interessi diffusi.

Il primo problema che il Sindaco ed il nuovo assessore all’ambiente -allorchè nominato- si troveranno ad affrontare, è il “pasticciaccio brutto” dell’isola ecologica e dell’adeguamento del modello di raccolta differenziata.
Non sarà una passeggiata.

Ferentino,lì 14 Giugno 2018

13 giugno 2018
Comunicato STAMPA
Associazione CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato a Difesa dell'Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

Nei territori dei SIN (Siti Interesse Nazionale) ci si ammala e si muore di più, ma agli uffici della Regione Lazio non interessa: ancora fermo il Programma di Valutazione della salute della popolazione nel SIN Bacino del fiume Sacco.

Con la Delibera di Giunta n.228 del 09 Maggio 2017, la Regione Lazio su proposta dell’Assessore all’Ambiente dell’epoca, Mauro Buschini, approvò il Programma di Valutazione sulla popolazione residente nel territorio del SIN Valle del Sacco, elaborato dal DEP Lazio. Uno strumento importante poiché: “gli esiti sanitari (in primis mortalità, malattie cardiovascolari e respiratorie) saranno studiati in relazione all’esposizione alla residenza. Verrà ricostruita la storia residenziale e ogni indirizzo di residenza verrà georeferenziato”. Il Programma, perciò, non riguarda solo i tumori ma tutta un’altra serie di patologie legate allo stato delle matrici ambientali nella Valle del Sacco, i cui risultati diventano strategici anche per la programmazione e l’attuazione di misure contro l’inquinamento atmosferico, la depurazione delle acque e l’uso dei suoli.

Nonostante l’iniziativa sia finanziata nel bilancio regionale del 2017 e del 2018, di recente approvazione, al DEP Lazio non sono mai state trasferite le risorse per avviare lo Studio Epidemiologico. Perciò, ad oltre un anno dall’approvazione -la cui notizia fu data con grande enfasi dall’ex assessore Buschini e dal Presidente della Regione Zingaretti- il Programma è al palo.

Per dirla con le parole del famoso commissario Montalbano, gli uffici regionali se ne “cata strafottono” della salute dei cittadini residenti nei Comuni del SIN Valle del Sacco, per non citare l’assoluta ignava della ASL di Frosinone per atti di sua esclusiva competenza, disinteresse che meriterebbe una valutazione in merito a possibili gravi reprimende ed interventi anche da parte del Ministero della Salute. Questo mentre l’aggiornamento dello Studio SENTIERI, che ha monitorato lo stato di salute dei residenti in tutti i SIN d’Italia fra cui quello della Valle del Sacco, ha certificato un drammatico aumento di patologie e decessi, in particolare per bambini ed adolescenti, come rilanciato dalle recenti notizie di stampa. Dati che per il nostro territorio sono ancora parziali visto che il Registro Tumori, sulla base del quale l’ISS elabora i dati di SENTIERI è attivo solo sulla carta, ma non ancora effettivamente operante per “inspiegabili” difficoltà organizzative e burocratiche.

I ricercatori e redattori dello Studio SENTIERI hanno chiesto ai rappresentanti politici e delle pubbliche amministrazioni competenti, una scelta di responsabilità etica a favore della tutela del diritto costituzionale della salute dei cittadini e dei loro figli come sancito dall’Art.32. Temiamo, purtroppo, che neppure una pubblica condanna del loro operato possa indurre gli uffici regionali al rispetto di quanto deliberato dalla Regione, se non l’intervento del giudice amministrativo ed il rischio di pesanti sanzioni.

Le associazioni Civis, Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro e Movimento Civico Paliano, nel Novembre 2017 avevano inoltrato agli uffici regionali una formale diffida ad adempiere, senza alcun esito. Le associazioni e comitati hanno, perciò, avviato una nuova azione: è pronto e sta per essere notificato il ricorso al TAR per imporre alla Regione Lazio l’avvio del Programma, considerato che non resta che la via giudiziaria.

Prima della notifica del ricorso, le associazioni e comitati hanno deciso di fare un ultimo tentativo presso le nuove Commissioni Regionali Ambiente e Politiche Sanitarie alle quali hanno indirizzato una richiesta d’intervento, confidando in una maggiore attenzione rispetto alle precedenti, al fine di “costringere” gli uffici regionali e gli organi politici ad attuare il Programma di Valutazione Epidemiologica.

Tutti i documenti sono pubblicati qui di seguito.

Ferentino,lì 13 Giugno 2018

CIVIS, Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, ATES di S.Elia Fiumerapido, Comitato La Rinascita di Patrica, Comitato A difesa dell’Ospedale di Colleferro, Movimento Civico Paliano

7 giugno 2018
Comunicato STAMPA
dell'Associazione CIVIS di Ferentino
e dell'Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone

La ex discarica Radicina di Anagni: vent’anni di veleni e di danni all’ambiente
“Chi inquina paga”, e stavolta pagheranno tutti

Quando abbiamo letto le carte del procedimento che riguardano la ex discarica di località Radicina nel Comune di Anagni, abbiamo strabuzzato gli occhi.
Per vent’anni (vent’anni!!) il percolato prodotto dalla discarica è fuoriuscito inquinando terreni e canali, e si è riversato nel vicino torrente Alabro che dopo aver attraversato la popolosa frazione “Cartiera” di Ferentino, confluisce nel Sacco; ha contaminato le acque che anche oggi, ora!, sono utilizzate per irrigare i campi, innaffiare giardini ed orti, alimentare la falda sotterranea ed i pozzi delle case.
Una media di 10.500 mc all’anno di percolato (calcolo dell’ISPRA) che attraverso il reticolo di canali e corsi d’acqua, si è disperso su un’area che va dalla Macchia di Anagni, alla Frazione Cartiera di Ferentino e fino all’area industriale a confine con i Comuni di Patrica, Morolo e Supino
In totale oltre 200.000 mc, un lago di inquinanti che ha impregnato la nostra terra e rovinato la nostra acqua, forse irreparabilmente.

Nel 2011 e nel 2013 l’ARPA Lazio esegue le analisi sui campioni di terreno prelevati attorno alla discarica; il risultato è una pesantissima contaminazione da piombo, arsenico, vanadio, selenio, cobalto e zinco.
Vengono subito individuate le cause della fuoriuscita del percolato: la discarica, chiusa nel 1997, non è mai stata messa in sicurezza. Avete letto bene, MAI MESSA IN SICUREZZA!
La copertura è stata eseguita solo con terra di riporto e non con teli impermeabili come prescritto dalle normative, perciò la pioggia ha dilavato i rifiuti abbancati ed ha portato con sé il percolato che si è riversato nei fossi di scolo, e da questi nel Fosso delle Monache, nell’Alabro e poi nel Sacco.
Manca parte della protezione del fondo della discarica e quindi il percolato è penetrato in profondità nel suolo; non esiste un sistema di smaltimento del percolato e di estrazione del biogas; non c’è nessuna misura o piano di monitoraggio e controllo della discarica.
Non ci sono nemmeno le garanzie finanziarie per la gestione dopo la chiusura e per il danno ambientale.

Nel 2014 l’ARPA Lazio e la Regione Lazio scongiurano il Comune di Anagni di provvedere con urgenza alle opere di messa in sicurezza; il Comune con una delibera di giunta del 2015 approva il progetto ma non lo ha mai realizzato: NON LO HA MAI REALIZZATO!
La discarica resta priva di ogni misura di prevenzione e messa in sicurezza, ed il percolato continua a fuoriuscire, anche oggi, adesso, imperterrito, migliaia e migliaia di metri cubi di veleni.

L’amministrazione comunale anagnina si rimpalla le responsabilità con la SAF spa –sì, proprio quella dell’impianto di Colfelice che tratta i rifiuti di tutti i Comuni della Provincia di Frosinone e che ha recentemente ottenuto dalla Regione l’aumento della tariffa- la quale risulta aver gestito la discarica fin dal 1997, come conferma anche il Ministero dell’Ambiente.
Eppure il Comune di Anagni aveva stanziato una prima volta 100.000 € per la messa in sicurezza della discarica, poi nel 2017 altri 80.000 €, e nell’elenco delle opere pubbliche programmate per il triennio 2018-2020 ha inserito nuovamente 150.000 € per Radicina.
Nel 2016, l’amministrazione comunale aveva anche provato ad inserire la discarica nel SIN Bacino del fiume Sacco, con la speranza di scaricare responsabilità ed oneri sul Ministero dell’Ambiente, il quale però ha risposto picche.

Le uniche autorità che si attivano sono:
-la Procura della Repubblica, che rinvia a processo il legale rappresentante della SAF spa all’epoca della scoperta delle perdite di percolato (anni 2011-2013);
-il Ministero dell’Ambiente che si costituisce parte civile per il danno ambientale.

E proprio da quest’atto, allegato alla Relazione della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti della scorsa legislatura, abbiamo ricavato la maggior parte delle informazioni.
Il Ministero stima –parzialmente- il danno ambientale fino al 2011 in € 9.472.000,00; anche stavolta avete letto bene: 9 MILIONI E MEZZO DI EURO.
Alcuni passaggi della relazione del Ministero sembrano tratti da un film dell’orrore:
-le fuoriuscite di percolato sono iniziate già nel 1997, appena chiusa la discarica;
-la media di percolato disperso nell’ambiente è, come già detto, di 10.500 mc all’anno (oltre 200.000 mc in vent’anni);
-omessa gestione post mortem della discarica, nessun sistema di monitoraggio, nessuna misura di sicurezza o presidio ambientale;
-contaminazione dei suoli, delle acque superficiali e molto probabilmente delle falde.

Lo scempio ha interessato ampie parti anche del territorio del Comune di Ferentino, e perciò la nostra associazione non poteva girarsi dall’altra parte come invece hanno fatto per vent’anni amministratori pubblici, rappresentati politici, e pure qualche associazione “ambientalista”.
“Chi inquina paga” è un principio che nella nostra terra non viene declinato; si parla –spesso a vanvera- di economia circolare, di ecomafie, di lentezza burocratica, di riconversione del ciclo dei rifiuti, di green economy e poi si debbono fare i conti con comportamenti ed omissioni resi in totale spregio di ogni minima forma di tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
Le campagne elettorali tracimano (come il percolato di Radicina) di buone intenzioni, promesse, roboanti dichiarazioni di guerra agli inquinatori, ma nello stesso momento si fa strame dei nostri campi, dei nostri fiumi, della nostra acqua. E della nostra salute.

Civis e l’Associazione Medici di Famiglia di Frosinone hanno inoltrato al Ministero dell’Ambiente una richiesta di intervento per l’attivazione dei poteri sostitutivi nei confronti del Comune di Anagni e della Regione Lazio affinché si proceda alla messa in sicurezza con estrema urgenza della ex discarica Radicina, fermando l’emorragia di percolato.

Inoltre, Civis ha diffidato il Comune di Anagni a procedere per il risarcimento del danno nei confronti dei responsabili della contaminazione e per le omesse misure di sicurezza della discarica.
In difetto, l’associazione proporrà azione in surroga ai sensi dell’Art.9 del Testo Unico Enti Locali che dispone che i cittadini possano sostituirsi alle azioni che spettano agli enti locali, se questi ultimi non si attivano: in sostanza, farà causa Civis, direttamente ai responsabili.
Qualcuno si chiederà: ma se tra i responsabili ci sono la stessa amministrazione comunale e la SAF spa che è una partecipata pubblica, pagheranno sempre i cittadini! Oltre al danno la solita beffa.
Una risposta c’è, basta leggere la nota dello stesso Comune di Anagni del 2015 e che pubblichiamo sul nostro sito, nella quale non solo si ricostruisce la storia della discarica, ma alle pagine n.5 e n.6 sono elencati i nomi di coloro che si sono succeduti dal 1997 in poi nelle responsabilità inerenti la discarica di Radicina; manca solo il periodo fino al 31.12.2017, ma basta un giro sull’albo pretorio comunale per completare l’elenco.

Perchè queste azioni le abbiamo avviate ora? Perché chiunque sarà il nuovo Sindaco di Anagni, appena eletto sul suo tavolo troverà la questione Radicina ad attenderlo, e dovrà provvedere immediatamente ad affrontarla. Non ci saranno scusanti, di alcun genere.

Infine, Civis e l’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone stanno valutando due ulteriori azioni:
-l’esposto alla Corte dei Conti, poiché il danno conseguente alla mancata bonifica è un danno erariale;
-la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di cui all’Art.452-terdecies (omessa bonifica).
In particolare, in relazione a quest’ultima, procederemo con estrema prudenza poiché abbiamo sempre agito sul piano amministrativo e mai su quello penale; stavolta potrebbe essere diverso, vista l’entità del danno.

Di seguito pubblichiamo il comunicato, l’istanza al Ministero dell’Ambiente, la diffida al Comune di Anagni e tutti gli atti e documenti citati; tutti i documenti sono stati ottenuti con legittimi accessi agli atti presso la Provincia di Frosinone ed il Comune di Anagni, nonché tratti dagli allegati alla Relazione della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul ciclo dei rifiuti pubblicati sul sito della Camera dei Deputati.

31 MAGGIO 2018
Comunicato dell'associazione CIVIS di Ferentino

Raccolta differenziata ed isola ecologica nel Comune di Ferentino

Sull’albo pretorio del Comune di Ferentino sono state recentemente pubblicate:

- la Delibera di Consiglio Comunale con l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione dell’isola ecologica, e la variante urbanistica per il cambio di destinazione d’uso dell’area nella quale sorgerà il centro di raccolta comunale:

- la determinazione n.334/2018 del Settore IV di approvazione del progetto sperimentale per il potenziamento della raccolta differenziata nel Comune di Ferentino:

Torniamo, perciò, sull’argomento dopo il nostro comunicato del 27 Aprile u.s. per sottolineare e ribadire alcune questioni e criticità.

Quanto all’isola ecologica, il “meglio tardi che mai” è d’obbligo, ma il progetto è coerente con gli impegni contrattuali (art.6, lettera I del Capitolato d’Appalto) che prevedono la realizzazione e la gestione dell’isola ecologica a carico dell’impresa che svolge i servizi d’igiene ambientale e di raccolta dei rifiuti.
Inoltre, il progetto rispetta la normativa regionale (Linee Guida, DGR Lazio n.162/2012) e quella nazionale (Decreto Ministero Ambiente 08.04.2008 e smi).
In particolare quest’ultimo fissa le tipologie ed i codici dei rifiuti conferibili presso l’isola ecologica o centro di raccolta comunale (allegato al DM, cap.4.1) e le modalità di autorizzazione ed esercizio.

L’isola ecologica non è un impianto di trattamento di rifiuti urbani né una discarica, e neppure un impianto per lo stoccaggio o la messa in riserva, ma appunto un mero punto di raccolta delle frazioni della differenziata raccolte in ambito comunale che vengono trasferite con mezzi più capaci presso gli impianti che effettuato l’attività di recupero e riciclo.
Non ci sono impatti ambientali pregiudizievoli.
La frazione indifferenziata non transita attraverso l’isola ecologica ma viene conferita alla stazione di trasferenza (il Comune di Ferentino usa quella presente nell’area ASI nel Comune di Frosinone), oppure direttamente all’impianto di trattamento meccanico biologico (nel nostro caso la SAF spa di Colfelice).
Inoltre, attraverso l’isola ecologica i cittadini possono conferire le frazioni della RD anche in orari e giorni diversi da quelli previsti dalla raccolta, e quindi hanno maggiori opportunità e più occasioni di operare una corretta differenziazione di rifiuti.
Ancora, presso l’isola ecologica possono essere conferiti tutti quei rifiuti (mobili, elettrodomestici, pile e batterie, oli esausti, ecc.) che spesso i cittadini hanno difficoltà a smaltire correttamente.
Con queste prerogative, l’isola ecologica favorisce l’aumento della percentuale di RD che, a medio termine, ha ricadute vantaggiose sia dal punto di vista ambientale (si riducono gli abbandoni incontrollati di rifiuti sul territorio) che economico (diminuiscono le spese per il trattamento e smaltimento della frazione indifferenziata e quindi la TARI).

Se la realizzazione e la gestione del centro di raccolta spettano all’impresa, invece è obbligo del Comune individuare l’area dove collocarlo, sempre secondo la previsione dell’Art.6 lettera I del Capitolato d’Appalto.
Gli uffici comunali hanno individuato un’area di proprietà dell’ente ed hanno operato una variante al PRG vigente per la modifica della destinazione dei suoli interessati, da agricola a servizi per la collettività gestiti dalla pubblica amministrazione.
La variante era, perciò, necessaria per il rispetto della normativa già citata e per realizzare l’isola ecologica senza abusi o illegittimità: è una procedura, a nostro parere, corretta.

Fino a qui, nulla quaestio.
Ribadiamo però, come già fatto nel precedente intervento, che non basta la mera progettazione dell’isola ecologica, la quale deve essere aperta nel più breve tempo possibile, correttamente gestita, ed il suo uso va incentivato con informazioni ed indicazioni chiare e costanti nei confronti dei cittadini.
L’amministrazione comunale, e chiunque avrà la responsabilità del suo governo, non ha terminato il lavoro, l’ha iniziato.

Per quanto riguarda il progetto di potenziamento della RD, permangono tutti i dubbi già espressi in precedenza.
Trattasi di un progetto sperimentale di ampliamento delle zone servite dal “porta a porta” (resta sempre escluso il centro storico), per un periodo di dieci mesi, utilizzando il finanziamento ottenuto presso la Provincia di Frosinone.
E poi?
Ribadiamo tutto quanto argomentato nel nostro intervento del 27 Aprile u.s.: questa iniziativa non appare sufficiente a spingere la percentuale di RD al 65%, come previsto dal Testo Unico Ambiente.
La nuova amministrazione dovrà provvedere -senza indugio e quanto prima- alla revisione dell’intero progetto e modello di raccolta differenziata.

Su sito web di Civis pubblichiamo:
-il Capitolato d’Appalto;
-il DM 08.04.2008.
Gli altri documenti (relazioni e quant’altro) sono reperibli sull’albo pretorio del Comune di Ferentino ai link già indicati.

Ferentino,lì 31 Maggio 2018
Associazione CIVIS
16 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
Solidarietà e sostegno all’Ing. Laura D’Aprile: grave ed intollerabile episodio di intimidazione

L’Ing. Laura D’Aprile, già Dirigente del Ministero dell’Ambiente nella Direzione competente per il
SIN Bacino del fiume Sacco, ora Direttrice del Servizio Rifiuti e Bonifiche di Roma Capitale, è
stato oggetto di un grave episodio di intimidazione.

La stampa riporta che un gruppo di titolari di autodemolizioni ha occupato l’Ufficio diretto dall’Ing.
D’Aprile ed ha dato luogo ad un intollerabile tentativo di intimorire la stessa dirigente.

L’Ing. Laura D’Aprile è uno dei funzionari più preparati e determinati che la pubblica
amministrazione può vantare.
Abbiamo avuto modo di apprezzarne il rigore e la competenza nel corso delle varie conferenze di
servizi ed audizioni relative al SIN Bacino del fiume Sacco: se i procedimenti di bonifica sono
ripartiti e il risanamento ambientale della Valle del Sacco ha fatto i primi passi per uscire dal
pantano nel quale stava affondando, il merito è anche dell’Ing. D’Aprile.

Inoltre, l’Ing. D’Aprile ha dimostrato attenzione e considerazione per le istanze delle associazioni,
dando attuazione concretamente al procedimento di partecipazione dei cittadini nell’ambito della
nuova perimetrazione del SIN, cosa che fino ad allora non era mai avvenuta.

Pertanto, non possiamo che rappresentare piena e totale solidarietà e sostegno dell’Ing. D’Aprile,
bersaglio di un’inaccettabile intimidazione da parte di chi, evidentemente, non vuole il ripristino ed
il rispetto delle norme di tutela ambientale in un settore lasciato nell’anarchia da oltre un decennio.

Purtroppo, segnali di identica intolleranza sono presenti anche nel nostro territorio, magari più
sfumati e resi –finora- con meno evidenza ma con pari aggressività, mirati a denigrare o
delegittimare l’operato di funzionari e di associazioni, ad ostacolare il rilascio di atti ed
informazioni, a contrastare le azioni di tutela ambientale con modalità al limite del lecito.
Qualcuno proprio non riesce a comprendere il secondo comma dell’Art.41 della Costituzione
Italiana.

Ferentino,lì 16 Maggio 2018
Associazione CIVIS
7 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

I cittadini sanno fare beni i conti: replica al comunicato stampa della SAF spa

I cittadini li sanno fare bene i conti, abituati come sono ai salti mortali per far quadrare i bilanci familiari.

SAF spa nel comunicato diffuso oggi sostiene che l’aumento della tariffa di conferimento dei rifiuti
determinato dalla Regione Lazio, inciderà per circa 7 Euro per abitante della Provincia di Frosinone.
Che il calcolo della SAF spa sia errato e l’impatto sottostimato, è di facile dimostrazione.

Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il totale dei rifiuti indifferenziati conferiti dai Comuni della Provincia
presso l’impianto di Colfelice si ricava dalla stessa relazione del Presidente Migliorelli all’Assemblea dei soci del 15 Gennaio u.s.:



Perciò, stimate in circa 90.000 ton la quantità del 2017 e sommata a quella del 2016 e 2015 il totale è di complessive 300.933,05 ton.
Tale somma moltiplicata per l’aumento della tariffa di 35,74 €/ton (da 102,94 a 138,68) dà il totale
dell’importo per gli arretrati retroattivi dal 2015 al 2017 che i Comuni (e quindi i cittadini con la
TARI) dovranno versare a SAF spa al netto di IVA ed oneri accessori: 10.755.347,20 Euro.
Ai quali vanno appunto aggiunti:
-oneri accessori alla tariffa in proporzione all’aumento
(benefit ed altro per il 15% - 5,36 €/ton)               1.613.001,48 Euro
-IVA 10%                                                                      1.236.834,86 Euro

TOTALE                                                                       13.605.183,54 Euro

Ancora, a tale importo va aggiunto l’aumento della spesa per l’anno in corso 2018, il quale, stimando una quantità di rifiuti indifferenziati nell’ordine delle 80.000 ton/anno (se la percentuale di raccolta
differenziata aumenterà), sarà di circa 3.616.800 Euro.

Perciò, l’impatto sui conti dei cittadini sarà di complessivi € 17.221.983,54 e non di 10 milioni come
sostiene la SAF.

In conclusione:
1. se vogliamo calcolare l’impatto sul singolo cittadino, compresi i neonati e gli ultranovantenni, basterà dividere i 17.221.983,54 € per il numero di abitanti della Provincia di Frosinone che è di 493.067 unità (dato ISTAT 2016); perciò ogni singolo residente nella Provincia pagherà in più circa € 35 e non € 7 come sostiene la SAF.

2. la stima corretta degli aumenti e delle ricadute non va calcolato sulla base degli abitanti ma sul
numero delle utenze TARI o sul numero delle famiglie ciociare.
Queste ultime sono n.200.003 (dato ISTAT 2016) e quindi la media di aumento TARI per famiglia
sarà di 86 € (17.221.983,54/ 200.003).

3. Le utenze TARI della Provincia di Frosinone sono, invece, stimate dall’ISTAT in circa n. 150.000 (stima in eccesso in quanto i dati dei Comuni ne riportano circa 100.000) e pertanto l’impatto medio per utenza TARI è di circa 114 € (17.221.983,54// 150.000).

Ogni ulteriore commento ci appare superfluo: sulle responsabilità degli aumenti parlano le carte, sull’importo parlano i numeri.

Ferentino,lì 7 Maggio 2018
Associazione CIVIS
5 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
E beffa fu. La Regione aumenta la tariffa della SAF spa del 30%: cinica “stangata” sulle famiglie ciociare

Il 18 Gennaio u.s., all’indomani dell’Assemblea dei Soci della SAF spa scrivevamo che nonostante le rassicurazioni espresse da numerosi politici (basta rileggere sul web la stampa dell’epoca), era probabile che la società partecipata che si occupa del trattamento dei rifiuti per conto dei 91 Comuni della Provincia di Frosinone (e dal 2012 anche di quelli prodotti da Roma Capitale….) ottenesse un devastante aumento della tariffa di accesso al suo impianto, nella misura di circa 30%, da 102 € a 138 € per tonnellata. Il nostro comunicato dell’epoca è pubblicato qui.
Spiegavamo che questo aumento avrebbe avuto ricadute pesantissime sui cittadini poiché una delle componenti di calcolo della TARI (Tariffa Rifiuti) che tutte le famiglie e le imprese pagano ogni quattro mesi, è data dalle spese che i Comuni versano alla SAF spa per trattare la frazione di rifiuti indifferenziati.
Avevamo anche calcolato che l’importo medio in più che avrebbero sopportato tutte le utenze TARI della Ciociaria (famiglie, imprese, attività commerciali, ecc.) in conseguenza di tale aumento, sarebbe stato fra 53 e 113 Euro all’anno che -mala tempora currunt- non è poco.
Avevamo avvisato che era in vista una beffa colossale: tutti gli sforzi e l’impegno di cittadini ed amministrazioni per aumentare i livelli di raccolta differenziata e diminuire gli oneri TARI, sarebbero stati vanificati in un colpo solo, ed in più la SAF avrebbe continuato a trattare i rifiuti provenienti dalla Provincia e dalla città di Roma.
Lo stesso allarme lo avevamo lanciato nel recente incontro del 14 Aprile con i candidati a sindaco del Comune di Ferentino: slide e streaming sono disponibili sul sito web e sulla pagina facebook di Civis.

Apprendiamo dagli articoli di stampa di questi ultimi giorni che il danno e la beffa si sono concretizzati: la Regione Lazio ha concesso l’aumento della tariffa alla SAF spa, addirittura con effetto retroattivo dal Gennaio 2015; a breve tutti i Comuni dovranno adeguare i Piani TARI e chiedere ai cittadini di versare l’arretrato e gli aumenti: stangata per tutti, ha titolato un quotidiano che ha stimato in oltre 20 milioni di Euro il solo conguaglio dal 2015 ad oggi.
Un salasso che attendeva solo lo svolgimento delle elezioni del Marzo scorso.

Di chi è la responsabilità di quanto avvenuto? Stavolta “carta canta”, senza equivoci.
Nell’assemblea della SAF spa del 15 Gennaio 2018 fu approvato dalla maggioranza dei Sindaci in rappresentanza dei loro Comuni –nello stesso tempo soci e “clienti” di SAF- l’ordine del giorno presentato dal Sindaco di Castrocielo che impegnava il Consiglio di Amministrazione della SAF, presieduto dal Dott.Migliorelli (già capo segreteria del precedente Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini) a:
-presentare il nuovo piano industriale della SAF spa entro 60 giorni; ad oggi nessuna traccia del piano, missing in the land Colfelice;
-prorogare il conferimento dei rifiuti da Roma per 60 giorni; il termine è scaduto e la SAF continua a ricevere monnezza capitolina;
-dulcis in fondo: “a prendere immediati contatti con la Regione Lazio al fine di predisporre la nuova tariffa di accesso all’impianto”, ed ecco servito l’aumento.

I Comuni che tramite i loro sindaci approvarono l’ordine del giorno che ha dato all’avvio all’aumento della tariffa, e che oggi tutti scontiamo, furono n.35:
Acquafondata, Acuto, Alvito, Amaseno, Anagni, Atina, Belmonte, Campoli Appenino, Castrocielo, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte S.G.Campano, Paliano, Patrica, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Sant’Andrea sul Garigliano, Santopadre, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano.

Tre Sindaci presenti ma astenuti (disinteressati?), oltre alla Provincia di Frosinone: Aquino, Ceprano e Sant’Elia Fiumerapido.

Altri n.17 sindaci per i loro Comuni, votarono contro l’odg di Castrocielo e contro l’aumento della tariffa e sono i seguenti: Boville Ernica, Cassino, Ceccano, Colfelice, Coreno Ausonia, Frosinone, Pastena, Pico, Piedimonte S.G., Pofi, Pontecorvo, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Giovanni Incarico, San Vittore nel Lazio, Sgurgola, Torrice.
Gli stessi sindaci presentarono all’Assemblea una dettagliata controproposta che prevedeva misure per evitare l’aumento della tariffa e riconvertire gli impianti della SAF, con un piano industriale sostenibile; ma avvenne che il Presidente dell’assemblea non pose in votazione la proposta perché i 35 sindaci che avevano approvato l’odg di Castrocielo abbandonarono tutti assieme la sala dell’assemblea facendo mancare il numero legale e quindi impedendo di fatto la votazione.

Fra le proposte avanzate dai sindaci e non votate c’era anche un odg riguardante la discarica di Roccasecca, presentata dal Sindaco Sacco e che affrontava le problematiche legate all’impianto.
Mala tempora currunt sed peiora parantur: la discarica si sta esaurendo prima del previsto in conseguenza del conferimento di grandi quantità di scarti e sovvalli provenienti dal trattamento dei rifiuti della Capitale presso la SAF e che dal 2012 sono smaltiti presso l’impianto di Roccasecca, distante pochi chilometri.
Il gestore dell’impianto, la MAD srl, infatti ha recentemente richiesto una sopralevazione dei bacini esistenti per circa 900.000 mc.

Perciò: aumento della TARI, aumento delle volumetrie della discarica con i relativi impatti ambientali, nessun nuovo piano industriale, nessuna riconversione dell’impianto della SAF, monnezza da Roma a gogò. Se questa non è una beffa, cos’è?

Infine, qualcuno prova già a “buttarla in caciara politica”: sindaci di centro sinistra contro sindaci di centro destra ed il M5S contro tutti; oppure ci si appella alla “responsabilità per evitare il default di SAF e tutelare i lavoratori”: ma i cittadini che pagano la TARI non sono forse lavoratori?

Secondo noi la politica politicante non c’entra nulla: si trattava e si tratta di fare scelte –anche coraggiose- per una buona ed oculata amministrazione, evitando di continuare a scaricare sempre e soltanto sui cittadini e sulle loro famiglie le conseguenze degli errori commessi dagli amministratori pubblici. Da quest’orecchio, però, molti sindaci non ci vogliono sentire.

Di seguito pubblichiamo il verbale dell’Assemblea dei soci di SAF del 15 Gennaio 2018 ed il testo dell’odg presentato dal Sindaco di Castrocielo, approvato dall’assemblea.

Ferentino,lì 5 Maggio 2018
Associazione CIVIS
27 APRILE 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

Isola ecologica e nuovo progetto per la raccolta differenziata nel Comune di Ferentino

Il Consiglio Comunale di oggi, 27 Aprile, ha approvato il progetto di variante urbanistica propedeutico alla realizzazione dell’isola ecologica o centro di raccolta a servizio dei cittadini del Comune di Ferentino.
Nell’incontro con i candidati alla carica di Sindaco del 14 Aprile u.s., avevamo indicato la realizzazione dell’isola ecologica come una delle priorità per il raggiungimento della percentuale del 65% della raccolta differenziata; gli uffici comunali ci stavano lavorando da troppo tempo, ormai, e forse la nostra iniziativa ha accelerato l’iter.
Non è ancora l’attivazione ma è il primo passo verso l’adozione di un servizio indispensabile: l’isola ecologica va aperta ed i cittadini vanno incentivati al suo uso, anche con informazioni ed indicazioni chiare.
C’è ancora un bel tratto di strada da percorrere: chiunque avrà la responsabilità dell’amministrazione cittadina dovrà conseguire l’obiettivo con grande determinazione.

Sempre nell’incontro del 14 Aprile u.s., fra le proposte di Civis presentate ai candidati avevamo inserito la modifica dell’attuale modello di raccolta differenziata, il quale non prevede il “porta a porta” per tutto il territorio cittadino, circostanza che è fra le cause del mancato raggiungimento della percentuale del 65%.
Ci sembra che anche in questa occasione gli uffici comunali, che avevano in elaborazione da diversi mesi il nuovo progetto, abbiano accelerato.
Pochi avranno notato, infatti, che sull’albo pretorio del Comune di Ferentino è stata pubblicata la delibera di Giunta n.46 del 24 Aprile 2018, con la quale è stato approvato il progetto di modifica dell’attuale modello di raccolta, modifica finanziata dai fondi provinciali per il potenziamento della RD dei Comuni.
Ebbene, le innovazioni introdotte dall’amministrazione ci convincono un po’ meno, rispetto all’approvazione del progetto per l’isola ecologica.
E’ previsto l’ampliamento delle zone servite dal “porta a porta” –e questo è un dato positivo- ma nel centro storico non verrà adottato tale modello e continuerà la raccolta “di prossimità” con contenitori stradali; l’unica differenza sta nel fatto che per due frazioni –indifferenziato secco ed organico- saranno utilizzati “contenitori provvisti di specifici deterrenti per i non autorizzati”.
In sostanza, l’utente dovrà utilizzare una carta dedicata o con un codice personale, per accedere al contenitore e conferire il rifiuto, con modalità simili a quelle già utilizzate per le mini isole ecologiche informatizzate.
L’amministrazione comunale giustifica la mancata adozione del modello di raccolta “porta a porta” nel centro storico perché “non attuabile a causa della morfologia urbanistica della zona”.
E’ questa motivazione a non soddisfarci, anche perché generica e non dettagliata: tutti i centri storici della nostra Provincia scontano connotazioni urbanistiche dovute alle caratteristiche medievali dei nuclei urbani, ma ciò non toglie che in altri Comuni queste problematiche siano state affrontate e risolte.
L’iniziativa del Comune di Ferentino denota, però, la volontà di rimuovere gli ostacoli che impediscono il raggiungimento della percentuale del 65% di RD, che rimane un obiettivo ineludibile ed imprescindibile per l’amministrazione comunale.
Su questo punto non smetteremo di sollecitare – anche decisamente gli uffici comunali e gli organi di governo della città, chiunque risulterà eletto.

Ferentino,lì 27 Aprile 2018
Associazione CIVIS

17 APRILE 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

Emissioni odorigene pestilenziali nella frazione Cartiera-Stazione: l’associazione CIVIS chiede interventi urgenti di controllo e repressione

Con una comunicazione inviata nei giorni scorsi, l’associazione Civis ha chiesto al Comune di Ferentino, alla Provincia di Frosinone, alla Regione Lazio ed all’ARPA Lazio, di procedere ad eseguire verifiche e controlli nell’area di Ferentino fra Via Cartiera-Quarto, Via Morolense, e la linea delle FS poiché nelle ultime settimane si sono ripetuti con frequenza episodi di intensa e pervicace diffusione di emissioni odorigene che hanno arrecato gravi disturbi alle attività quotidiane dei cittadini ed hanno interessato anche il sito della scuola elementare e materna Cameracanne.

Non è possibile escludere che gli odori rilevati siano indice della presenza di sostanze che possano avere impatto sulla salute dei cittadini e pertanto, in considerazione delle ripetute segnalazioni di soci e cittadini, l’associazione si è attivata per chiedere formalmente controlli e verifiche, in particolare sul torrente Alabro e sugli scarichi ed attività limitrofe allo stesso.

Di seguito pubblichiamo la segnalazione e la richiesta d'intervento.

Associazione CIVIS


15 APRILE 2018
Pubblicazione slide incontro con i candidati sindaci di Ferentino


Di seguito pubblichiamo le slide dell'incontro "Problematiche ambientali e proposte d'intervento" che si è svolto ieri con i candidati sindaci di Ferentino.
Nei prossimi giorni, se i candidati ne faranno richiesta, pubblicheremo una relazione più dettagliata di quanto rappresentato con le slide.

Associazione CIVIS


7 APRILE 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Incontro con i candidati all’elezione del Sindaco del Comune di Ferentino
14 Aprile 2018, ore 17.00 – locali del “Ricambio”, via Casilina km 77,300

L’associazione Civis ha organizzato per il giorno 14 aprile 2018 presso i locali del Bar “Ricambio” al km 77.300 della via Casilina a Ferentino (a fianco dell’esercizio commerciale Colleverde), un incontro pubblico aperto ai cittadini, alle associazioni ed alle formazioni politiche, al quale ha invitato tutti i candidati all’elezione del Sindaco per le prossime elezioni del 10 giugno 2018.
Civis illustrerà ai candidati le problematiche ambientali che riguardano il Comune di Ferentino e le proposte elaborate dall’associazione.
Al termine dell’esposizione di Civis i candidati avranno un tempo, uguale per tutti, nel quale poter svolgere i loro interventi.
L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina http://www.facebook.com/civis.ferentino e sarà condotto dal dott. Ivan Quiselli, direttore della testata giornalistica anagnia.com.
 
I motivi per i quali Civis ha deciso di organizzare l’iniziativa sono diversi.
 
In primo luogo, informare i cittadini ed i candidati sulle più importanti tematiche ambientali che riguardano il Comune di Ferentino e sulle proposte d’intervento rappresentate dall’associazione; starà ai candidati valutarle e decidere se assumerle o meno nei loro programmi e soprattutto, una volta recepite, attuarle concretamente.
Nelle finalità statutarie di Civis, infatti, non c’è solo la tutela dei beni ambientali con il contrasto ad iniziative –sia dei privati che della pubblica amministrazione- che possono pregiudicare l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche l’attività di studio ed elaborazione di proposte e soluzioni che riteniamo debbano essere illustrate e messe a disposizione in modo trasparente, pubblico e univoco a tutti i candidati sindaci.
 
Nelle ultime settimane abbiamo letto ed inteso tante affermazioni in tema ambientale rese da chi molto spesso non ha conoscenza della realtà e dei problemi e fino ad ora si è limitato a commentare sui social network, ma ignora la fatica ed il gravoso impegno quotidianoche comporta la nostra attività.
Alla tutela dell’ambiente sono strettamente connessi la salute dei cittadini, lo sviluppo del territorio e la qualità della vita, temi sui quali non è consentito improvvisare.
Riteniamo, perciò, che sia tra i compiti di Civisfornire a tutti i cittadini ed ai candidati sindaci, gli strumenti e le informazioni utili alle loro scelte.
 
Gli argomenti che verranno trattati nell’incontro sono:
1- la bonifica della ex Cartiera di Ferentino;
2- le problematiche legate al SIN Bacino del fiume Sacco;
3- la raccolta differenziata nel Comune di Ferentino;
4- il risanamento della qualità dell’aria;
5- altre azioni, strategie ed interventi per l’ambiente
All’esposizione delle problematiche corrisponderà, per ogni argomento, l’indicazione delle proposte dell’associazione.
 
Associazione CIVIS


25 GENNAIO 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino
Termovalorizzatori di Colleferro: riparte il procedimento di bonifica del sito

Civis ha partecipato al Tavolo Tecnico svolto dal Ministero dell’Ambiente il 23 Gennaio u.s. sul procedimento di bonifica che riguarda il sito di Colle Sughero ove insistono gli impianti di termovalorizzazione di proprietà di Lazio Ambiente spa.
L’associazione aveva formalmente richiesto di partecipare al Tavolo Tecnico ed era stata ammessa dagli Uffici del Ministero.

L’importante procedimento languiva da un po’ nelle more del passaggio di competenze dovuto alla nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco, nel quale ricade il sito.
Diverse novità sono emerse dalla riunione.
In primo luogo l’iter per l’approvazione dell’indispensabile piano di caratterizzazione del sito non si era completato: mancava il provvedimento amministrativo conclusivo, la determina di approvazione del piano, che il Comune di Colleferro non aveva conseguito prima che la competenza fosse definitivamente incardinata in capo al Ministero dell’Ambiente per effetto della nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco, passaggio avvenuto con il DM n.370 del 04.08.2017 (“Linee Guida sulle procedure operative ed amministrative per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale SIN Bacino del fiume Sacco).
In secondo luogo, l’attività che riguarda i rilievi, i campionamenti e le analisi sulle acque di falda –risultate contaminate da cromo esavalente con il superamento dei limiti tabellari (CSC)- non erano state validate da ARPA Lazio poiché l’attività non si era svolta in contradditorio con l’ente come invece prescrive la normativa.
Il MATTM ha correttamente deciso di convocare nel più breve tempo possibile una conferenza di servizi con il fine di riportare il procedimento sui binari del corretto iter amministrativo, approvare il piano di caratterizzazione e risolvere il problema della validazione di Arpa Lazio.
Non si tratta di meri passaggi burocratici ma di attività fondamentali per giungere alla bonifica del sito.

Ferentino, lì 25 Gennaio 2018
Associazione Civis

23 GENNAIO 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Sul sito della Camera dei Deputati (link) è pubblicato il resoconto dell'audizione del 11 Dicembre 2017 svolta da Civis avanti alla Commissione Parlarmentare d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Inoltre, a questo link è pubblicata la Relazione della Commissione dedicata alla Regione Lazio.

Ferentino, lì 23 Gennaio 2018
Associazione Civis

18 GENNAIO 2018
 Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino
“Le magnifiche monnezze e progressive” della SAF spa

“Roma ha bisogno dei TMB di Colfelice, di Aprilia e di Aielli; ha bisogno degli inceneritori di Colleferro e San Vittore, così come ha bisogno di altri 49 impianti dislocati in dieci regioni italiane e in tre Stati esteri, mentre usa anche inceneritori austriaci. Senza questi soccorsi sarebbe in permanente emergenza ed è assai difficile persuadere i cittadini di altri territori laziali”; queste le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini nell’audizione alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti del 01 Febbraio 2017.

L’ex capo segreteria dell’Assessore Buschini e oggi Presidente di SAF spa, ci dice invece che il problema non sarebbe l’emergenza capitolina ma i conti in rosso della SAF: i rifiuti di Roma giungono a Colfelice per ripianare i bilanci della società ciociara.

Non brillano per coerenza anche i 35 sindaci della Provincia di Frosinone che il 28 Giugno scorso votarono una delibera che impegnava la SAF a fermare il conferimento dei rifiuti romani a far data dal 01 Gennaio 2018, e che nell’assemblea del 15 Gennaio hanno smentito e capovolto la loro decisione: i rifiuti potranno continuare ad arrivare presso gli impianti della SAF almeno per altri due mesi, anzi fino al 31 Marzo, poi si vedrà.
A proposito, i 35 sindaci pro rifiuti romani rappresentano un totale di 154.106 cittadini, mentre i 17 sindaci che hanno votato contro il conferimento della monnezza capitolina ne rappresentano 168.462: su una questione così importante per il nostro territorio, una minoranza decide per la maggioranza; è un altro segnale delle distorsioni che si aggrovigliano attorno alla gestione della SAF.

Ma cosa saranno mai due mesi di proroga (un’altra!), due mesi in più di rifiuti?! Avremo nuovi impianti super-iper-mega tecnologici, l’aria profumerà di violette e non saremo costretti ad aumentare la tariffa e quindi la TARI.
Questa, in sintesi, la posizione del Presidente Migliorelli e della maggioranza (numerica) dei sindaci.
Il termine romanesco, visto che siamo in tema, che potremmo usare fra pochi mesi sarebbe “sòla”.
Speriamo di essere smentiti, però…….

Dopo le elezioni regionali, e quindi fra due mesi, tornerà all’approvazione del nuovo Consiglio il testo della Legge Regionale denominata “Green Act”, che nell’Art.11 contiene questa all’apparenza innocua frasetta: “Le Autorità (degli ATO, Ambiti Territoriali Ottimali, corrispondenti al territorio delle Province laziali) possono stipulare tra loro accordi finalizzati all’ottimizzazione gestionale delle dotazioni impiantistiche”.
Traduzione: due ATO, ad esempio quello di Roma e quello di Frosinone, potranno accordarsi così che il primo possa inviare i suoi rifiuti agli impianti del secondo. Si aggira così il divieto di circolazione dei rifiuti indifferenziati da un ATO all’altro, previsto dal vigente Piano Gestione Rifiuti il quale impone l’autosufficienza impiantistica.
Ed ecco che fra due mesi, appena il nuovo Consiglio Regionale avrà approvato il Green Act, il presidente SAF sarà nella condizione di non dover più chiedere nessuna deroga o autorizzazione ai sindaci e potrà continuare ad accettare i rifiuti romani presso gli impianti ciociari, senza alcun limite temporale o di quantità.

Per evitare l’aumento della tariffa di conferimento, che produrrebbe un aumento della TARI a carico dei cittadini, il presidente Migliorelli scommette sul finanziamento di 6 milioni di euro della Regione Lazio, fermo presso la Provincia di Frosinone e che sarebbe in procinto di sbloccare; con quei soldi si adeguano gli impianti, si riducono i costi, si risparmia e quindi niente aumento della tariffa: un piano industriale tutto nuovo in 60 giorni.
Ma non è affatto scontata l’erogazione del fondo, comunque costituito da risorse pubbliche. Fra qualche altro mese la SAF potrebbe dichiarare che per problemi burocratici non riesce a conseguire il finanziamento (magari scaricando le responsabilità su incolpevoli uffici amministrativi) ed è quindi “costretta” ad aumentare la tariffa.
Le ricadute sulle tasche dei cittadini saranno comprese fra 53 e 113 euro all’anno in più per utenza TARI.
Insomma, i cittadini ciociari si impegnano sulla differenziata, usano la tariffazione puntuale (meno rifiuti produci, meno paghi), sono più attenti all’ambiente, ma anziché premiati verranno penalizzati: oltre al danno la beffa.

Inoltre, gli interventi per il nuovo piano industriale indicati dal Presidente Migliorelli nella sua relazione, puntano ancora sul trattamento dei rifiuti indifferenziati (il recupero materiali ed il CSS sono prodotti dalla lavorazione dei rifiuti indifferenziati) le cui quantità continuano però a diminuire per effetto dell’aumento dei livelli di raccolta differenziata non solo nella Provincia di Frosinone, ma anche su Roma ed in tutto il Lazio; la stessa amministrazione regionale ha previsto per il 2018 una produzione totale di circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati, a fronte di una capacità impiantistica nel Lazio di quasi 2 milioni di tonnellate.
Dove prenderà la SAF, allora, la sua materia prima per far quadrare i bilanci e non aumentare la tariffa? Forse da fuori Regione, dai territori del sud Italia?
Ancora, non bisogna dimenticare che la Regione Lazio, Area Ciclo Rifiuti, nel provvedimento conclusivo della procedura di riesame dell’autorizzazione degli impianti SAF, ha imposto alla società l’ammodernamento degli stessi esclusivamente in relazione al fabbisogno della Provincia di Frosinone, non a quello di Roma o del Lazio.

Il core business della società rimane, in sostanza, centrato sui rifiuti indifferenziati mentre le possibilità di diversificare l’attività della SAF sono ampie e potrebbero spaziare, come previsto dal suo stesso Statuto, dai servizi di igiene ambientale e raccolta dei rifiuti per i Comuni alle bonifiche e risanamento ambientale, dal compostaggio al recupero e riutilizzo delle frazioni differenziate dei rifiuti urbani.
Per quale ragione i sindaci, la SAF e l’amministrazione regionale insistono pervicacemente in una strategia che li porta inevitabilmente fuori strada? Sul punto non possiamo non citare le conclusioni della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti contenute nella Relazione sul Lazio: “La mancata attuazione di progetti innovativi ha sostituito a un ciclo dei rifiuti discarico-centrico, un ciclo privo di chiusura, con conseguente aumento dei costi di gestione dei rifiuti e dei costi per i cittadini”; ”Dalla chiusura di Malagrotta in poi, il sistema diviene rigido e soggetto a forte instabilità, soprattutto perché chi doveva programmare e realizzare un sistema alternativo –rispettoso delle leggi nazionali e delle direttive europee- finora non lo ha fatto”; “La questione di una corretta chiusura del ciclo dei rifiuti nella regione Lazio, con particolare riguardo all’impatto della produzione di rifiuti a Roma Capitale rimane dunque centrale, ponendosi la carenza progettuale e la mancata realizzazione di impianti come precondizione per condizionamenti impropri delle politiche pubbliche da parte di soggetti privati”.

Un nuovo corso, una nuova strategia industriale che possa coniugare bilanci e sostenibilità ambientale, risparmio di risorse ed efficienza, è concretamente attuabile ma non la si vuole: si premiano altre logiche, miopi.
Fin dal 2012 era evidente che l’aumento della raccolta differenziata nella Provincia di Frosinone avrebbe causato un crollo nella produzione di rifiuti indifferenziati e provocato gravi problemi ai bilanci della SAF.
Ma anziché provvedere ad una strategia industriale diversa ed alla riconversione degli impianti, si è scelto di acquisire rifiuti da Roma: più aumentava la percentuale di RD nella Provincia, più SAF si alimentava con i rifiuti romani, fino al sorpasso nel 2016 quando sono maggiori le quantità di rifiuti indifferenziati trattati per conto della Capitale che quelle conferite dai Comuni ciociari.
Si pagano oggi gli errori fatti allora, e domani si pagheranno gli errori che si commettono oggi.

Sulle ricadute ambientali ne abbiamo lette di tutti i colori, in questi ultimi giorni.
Il Presidente Migliorelli nelle pag.18 e 19 della sua Relazione dichiara che gli scarti di lavorazione degli impianti SAF anziché alla discarica di Cerreto in Roccasecca saranno conferiti alla discarica di Colle Fagiolara a Colleferro, ma solo quando saranno terminati i lavori di rimozione dei piloni della linea elettrica che ostacolano il conferimento dei rifiuti.
Perciò, allo stato attuale essendo chiusa la discarica di Colle Fagiolara, i rifiuti continueranno ad essere smaltiti presso l’impianto di Cerreto, e chissà per quanto tempo ancora; la discarica della MAD srl, nata per servire i Comuni della Provincia di Frosinone (il 50% è tuttora riservato al fabbisogno provinciale), rischia l’esaurimento delle volumetrie per colpa dei rifiuti romani, con le intuibili conseguenze.
La fuga dei sindaci dall’assemblea appena è stato chiesto loro di pronunciarsi sul futuro della discarica di Roccasecca, è sintomatica.
Ed a proposito di rispetto del principio di prossimità nel trattamento dei rifiuti (ognuno deve gestire i suoi rifiuti, sul suo territorio e con i suoi impianti), gli indifferenziati capitolini viaggerebbero per 130 km fino a Colfelice, poi per altri 80 km fino a Colleferro: qualcuno ha confuso l’economia circolare con il tour della monnezza.
E che saranno mai un po’ di TIR in più in Valle del Sacco?!
E già, che saranno mai un po’ di PM 10 e 2.5 in più, chi se ne frega della qualità dell’aria in un territorio già sotto procedura d’infrazione della Commissione Europea e censito come il peggiore d’Italia.

Di seguito pubblichiamo sia la Relazione presentata dal Presidente della SAF nell’assemblea del 15 Gennaio u.s., sia la Contro Relazione del Coordinamento dei sindaci del basso Lazio.
Invitiamo e sollecitiamo tutti, cittadini ed amministratori pubblici, a scaricare e leggere entrambi i documenti: il tempo speso per informarsi non è mai tempo perso.

Ferentino, lì 18 Gennaio 2018
Associazione Civis

15 GENNAIO 2018
 Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Si è svolta ieri, 14 Gennaio 2018, l’assemblea ordinaria dei soci di CIVIS, convocata per il rinnovo
delle cariche sociali.
L’assemblea ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo così composto:
Presidente – Alessandro Ciuffarella;
Segretario – Giovanni Cavallo;
Tesoriere – Nello Crescenzi;
Consigliere – Paolo Di Stefano;
Consigliere – Paolo Di Clemente;
Consigliere – Lorenzo Santovincenzo;
Consigliera – Alessandra Cavallo.
All’assemblea è stata presentata una Relazione con la sintesi dell’attività svolta dall’associazione
negli anni 2015, 2016 e 2017, che è pubblicata in calce a questo comunicato.
La Relazione dettagliata sarà pubblicata a breve.
L’estratto del verbale dell’assemblea viene inviato a tutti i soci dell’associazione.

Ferentino, lì 15 Gennaio 2018
Associazione Civis

9 GENNAIO 2018
 AVVISO DI CONVOCAZIONE
ASSEMBLEA ORDINARIA DELL’ASSOCIAZIONE CIVIS


Associazione NO PROFIT di Ferentino
Tutela Ambientale
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- Tutti i diritti riservati -
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