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"Se ti copiano vuol dire che sei bravo, se ti criticano vuol dire che sei intelligente, se ti attaccano è la prova che ti temono."

NEWS - EDITORIALI
16 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
Solidarietà e sostegno all’Ing. Laura D’Aprile: grave ed intollerabile episodio di intimidazione

L’Ing. Laura D’Aprile, già Dirigente del Ministero dell’Ambiente nella Direzione competente per il
SIN Bacino del fiume Sacco, ora Direttrice del Servizio Rifiuti e Bonifiche di Roma Capitale, è
stato oggetto di un grave episodio di intimidazione.

La stampa riporta che un gruppo di titolari di autodemolizioni ha occupato l’Ufficio diretto dall’Ing.
D’Aprile ed ha dato luogo ad un intollerabile tentativo di intimorire la stessa dirigente.

L’Ing. Laura D’Aprile è uno dei funzionari più preparati e determinati che la pubblica
amministrazione può vantare.
Abbiamo avuto modo di apprezzarne il rigore e la competenza nel corso delle varie conferenze di
servizi ed audizioni relative al SIN Bacino del fiume Sacco: se i procedimenti di bonifica sono
ripartiti e il risanamento ambientale della Valle del Sacco ha fatto i primi passi per uscire dal
pantano nel quale stava affondando, il merito è anche dell’Ing. D’Aprile.

Inoltre, l’Ing. D’Aprile ha dimostrato attenzione e considerazione per le istanze delle associazioni,
dando attuazione concretamente al procedimento di partecipazione dei cittadini nell’ambito della
nuova perimetrazione del SIN, cosa che fino ad allora non era mai avvenuta.

Pertanto, non possiamo che rappresentare piena e totale solidarietà e sostegno dell’Ing. D’Aprile,
bersaglio di un’inaccettabile intimidazione da parte di chi, evidentemente, non vuole il ripristino ed
il rispetto delle norme di tutela ambientale in un settore lasciato nell’anarchia da oltre un decennio.

Purtroppo, segnali di identica intolleranza sono presenti anche nel nostro territorio, magari più
sfumati e resi –finora- con meno evidenza ma con pari aggressività, mirati a denigrare o
delegittimare l’operato di funzionari e di associazioni, ad ostacolare il rilascio di atti ed
informazioni, a contrastare le azioni di tutela ambientale con modalità al limite del lecito.
Qualcuno proprio non riesce a comprendere il secondo comma dell’Art.41 della Costituzione
Italiana.

Ferentino,lì 16 Maggio 2018
Associazione CIVIS
7 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

I cittadini sanno fare beni i conti: replica al comunicato stampa della SAF spa

I cittadini li sanno fare bene i conti, abituati come sono ai salti mortali per far quadrare i bilanci familiari.

SAF spa nel comunicato diffuso oggi sostiene che l’aumento della tariffa di conferimento dei rifiuti
determinato dalla Regione Lazio, inciderà per circa 7 Euro per abitante della Provincia di Frosinone.
Che il calcolo della SAF spa sia errato e l’impatto sottostimato, è di facile dimostrazione.

Per gli anni 2015, 2016 e 2017, il totale dei rifiuti indifferenziati conferiti dai Comuni della Provincia
presso l’impianto di Colfelice si ricava dalla stessa relazione del Presidente Migliorelli all’Assemblea dei soci del 15 Gennaio u.s.:



Perciò, stimate in circa 90.000 ton la quantità del 2017 e sommata a quella del 2016 e 2015 il totale è di complessive 300.933,05 ton.
Tale somma moltiplicata per l’aumento della tariffa di 35,74 €/ton (da 102,94 a 138,68) dà il totale
dell’importo per gli arretrati retroattivi dal 2015 al 2017 che i Comuni (e quindi i cittadini con la
TARI) dovranno versare a SAF spa al netto di IVA ed oneri accessori: 10.755.347,20 Euro.
Ai quali vanno appunto aggiunti:
-oneri accessori alla tariffa in proporzione all’aumento
(benefit ed altro per il 15% - 5,36 €/ton)               1.613.001,48 Euro
-IVA 10%                                                                      1.236.834,86 Euro

TOTALE                                                                       13.605.183,54 Euro

Ancora, a tale importo va aggiunto l’aumento della spesa per l’anno in corso 2018, il quale, stimando una quantità di rifiuti indifferenziati nell’ordine delle 80.000 ton/anno (se la percentuale di raccolta
differenziata aumenterà), sarà di circa 3.616.800 Euro.

Perciò, l’impatto sui conti dei cittadini sarà di complessivi € 17.221.983,54 e non di 10 milioni come
sostiene la SAF.

In conclusione:
1. se vogliamo calcolare l’impatto sul singolo cittadino, compresi i neonati e gli ultranovantenni, basterà dividere i 17.221.983,54 € per il numero di abitanti della Provincia di Frosinone che è di 493.067 unità (dato ISTAT 2016); perciò ogni singolo residente nella Provincia pagherà in più circa € 35 e non € 7 come sostiene la SAF.

2. la stima corretta degli aumenti e delle ricadute non va calcolato sulla base degli abitanti ma sul
numero delle utenze TARI o sul numero delle famiglie ciociare.
Queste ultime sono n.200.003 (dato ISTAT 2016) e quindi la media di aumento TARI per famiglia
sarà di 86 € (17.221.983,54/ 200.003).

3. Le utenze TARI della Provincia di Frosinone sono, invece, stimate dall’ISTAT in circa n. 150.000 (stima in eccesso in quanto i dati dei Comuni ne riportano circa 100.000) e pertanto l’impatto medio per utenza TARI è di circa 114 € (17.221.983,54// 150.000).

Ogni ulteriore commento ci appare superfluo: sulle responsabilità degli aumenti parlano le carte, sull’importo parlano i numeri.

Ferentino,lì 7 Maggio 2018
Associazione CIVIS
5 MAGGIO 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino
E beffa fu. La Regione aumenta la tariffa della SAF spa del 30%: cinica “stangata” sulle famiglie ciociare

Il 18 Gennaio u.s., all’indomani dell’Assemblea dei Soci della SAF spa scrivevamo che nonostante le rassicurazioni espresse da numerosi politici (basta rileggere sul web la stampa dell’epoca), era probabile che la società partecipata che si occupa del trattamento dei rifiuti per conto dei 91 Comuni della Provincia di Frosinone (e dal 2012 anche di quelli prodotti da Roma Capitale….) ottenesse un devastante aumento della tariffa di accesso al suo impianto, nella misura di circa 30%, da 102 € a 138 € per tonnellata. Il nostro comunicato dell’epoca è pubblicato qui.
Spiegavamo che questo aumento avrebbe avuto ricadute pesantissime sui cittadini poiché una delle componenti di calcolo della TARI (Tariffa Rifiuti) che tutte le famiglie e le imprese pagano ogni quattro mesi, è data dalle spese che i Comuni versano alla SAF spa per trattare la frazione di rifiuti indifferenziati.
Avevamo anche calcolato che l’importo medio in più che avrebbero sopportato tutte le utenze TARI della Ciociaria (famiglie, imprese, attività commerciali, ecc.) in conseguenza di tale aumento, sarebbe stato fra 53 e 113 Euro all’anno che -mala tempora currunt- non è poco.
Avevamo avvisato che era in vista una beffa colossale: tutti gli sforzi e l’impegno di cittadini ed amministrazioni per aumentare i livelli di raccolta differenziata e diminuire gli oneri TARI, sarebbero stati vanificati in un colpo solo, ed in più la SAF avrebbe continuato a trattare i rifiuti provenienti dalla Provincia e dalla città di Roma.
Lo stesso allarme lo avevamo lanciato nel recente incontro del 14 Aprile con i candidati a sindaco del Comune di Ferentino: slide e streaming sono disponibili sul sito web e sulla pagina facebook di Civis.

Apprendiamo dagli articoli di stampa di questi ultimi giorni che il danno e la beffa si sono concretizzati: la Regione Lazio ha concesso l’aumento della tariffa alla SAF spa, addirittura con effetto retroattivo dal Gennaio 2015; a breve tutti i Comuni dovranno adeguare i Piani TARI e chiedere ai cittadini di versare l’arretrato e gli aumenti: stangata per tutti, ha titolato un quotidiano che ha stimato in oltre 20 milioni di Euro il solo conguaglio dal 2015 ad oggi.
Un salasso che attendeva solo lo svolgimento delle elezioni del Marzo scorso.

Di chi è la responsabilità di quanto avvenuto? Stavolta “carta canta”, senza equivoci.
Nell’assemblea della SAF spa del 15 Gennaio 2018 fu approvato dalla maggioranza dei Sindaci in rappresentanza dei loro Comuni –nello stesso tempo soci e “clienti” di SAF- l’ordine del giorno presentato dal Sindaco di Castrocielo che impegnava il Consiglio di Amministrazione della SAF, presieduto dal Dott.Migliorelli (già capo segreteria del precedente Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Mauro Buschini) a:
-presentare il nuovo piano industriale della SAF spa entro 60 giorni; ad oggi nessuna traccia del piano, missing in the land Colfelice;
-prorogare il conferimento dei rifiuti da Roma per 60 giorni; il termine è scaduto e la SAF continua a ricevere monnezza capitolina;
-dulcis in fondo: “a prendere immediati contatti con la Regione Lazio al fine di predisporre la nuova tariffa di accesso all’impianto”, ed ecco servito l’aumento.

I Comuni che tramite i loro sindaci approvarono l’ordine del giorno che ha dato all’avvio all’aumento della tariffa, e che oggi tutti scontiamo, furono n.35:
Acquafondata, Acuto, Alvito, Amaseno, Anagni, Atina, Belmonte, Campoli Appenino, Castrocielo, Collepardo, Colle San Magno, Esperia, Falvaterra, Ferentino, Fontana Liri, Fumone, Giuliano di Roma, Guarcino, Isola del Liri, Monte S.G.Campano, Paliano, Patrica, Posta Fibreno, San Biagio Saracinisco, San Donato Val Comino, Sant’Andrea sul Garigliano, Santopadre, Supino, Terelle, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Veroli, Vicalvi, Vico nel Lazio, Villa Santo Stefano.

Tre Sindaci presenti ma astenuti (disinteressati?), oltre alla Provincia di Frosinone: Aquino, Ceprano e Sant’Elia Fiumerapido.

Altri n.17 sindaci per i loro Comuni, votarono contro l’odg di Castrocielo e contro l’aumento della tariffa e sono i seguenti: Boville Ernica, Cassino, Ceccano, Colfelice, Coreno Ausonia, Frosinone, Pastena, Pico, Piedimonte S.G., Pofi, Pontecorvo, Rocca d’Arce, Roccasecca, San Giovanni Incarico, San Vittore nel Lazio, Sgurgola, Torrice.
Gli stessi sindaci presentarono all’Assemblea una dettagliata controproposta che prevedeva misure per evitare l’aumento della tariffa e riconvertire gli impianti della SAF, con un piano industriale sostenibile; ma avvenne che il Presidente dell’assemblea non pose in votazione la proposta perché i 35 sindaci che avevano approvato l’odg di Castrocielo abbandonarono tutti assieme la sala dell’assemblea facendo mancare il numero legale e quindi impedendo di fatto la votazione.

Fra le proposte avanzate dai sindaci e non votate c’era anche un odg riguardante la discarica di Roccasecca, presentata dal Sindaco Sacco e che affrontava le problematiche legate all’impianto.
Mala tempora currunt sed peiora parantur: la discarica si sta esaurendo prima del previsto in conseguenza del conferimento di grandi quantità di scarti e sovvalli provenienti dal trattamento dei rifiuti della Capitale presso la SAF e che dal 2012 sono smaltiti presso l’impianto di Roccasecca, distante pochi chilometri.
Il gestore dell’impianto, la MAD srl, infatti ha recentemente richiesto una sopralevazione dei bacini esistenti per circa 900.000 mc.

Perciò: aumento della TARI, aumento delle volumetrie della discarica con i relativi impatti ambientali, nessun nuovo piano industriale, nessuna riconversione dell’impianto della SAF, monnezza da Roma a gogò. Se questa non è una beffa, cos’è?

Infine, qualcuno prova già a “buttarla in caciara politica”: sindaci di centro sinistra contro sindaci di centro destra ed il M5S contro tutti; oppure ci si appella alla “responsabilità per evitare il default di SAF e tutelare i lavoratori”: ma i cittadini che pagano la TARI non sono forse lavoratori?

Secondo noi la politica politicante non c’entra nulla: si trattava e si tratta di fare scelte –anche coraggiose- per una buona ed oculata amministrazione, evitando di continuare a scaricare sempre e soltanto sui cittadini e sulle loro famiglie le conseguenze degli errori commessi dagli amministratori pubblici. Da quest’orecchio, però, molti sindaci non ci vogliono sentire.

Di seguito pubblichiamo il verbale dell’Assemblea dei soci di SAF del 15 Gennaio 2018 ed il testo dell’odg presentato dal Sindaco di Castrocielo, approvato dall’assemblea.

Ferentino,lì 5 Maggio 2018
Associazione CIVIS
27 APRILE 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

Isola ecologica e nuovo progetto per la raccolta differenziata nel Comune di Ferentino

Il Consiglio Comunale di oggi, 27 Aprile, ha approvato il progetto di variante urbanistica propedeutico alla realizzazione dell’isola ecologica o centro di raccolta a servizio dei cittadini del Comune di Ferentino.
Nell’incontro con i candidati alla carica di Sindaco del 14 Aprile u.s., avevamo indicato la realizzazione dell’isola ecologica come una delle priorità per il raggiungimento della percentuale del 65% della raccolta differenziata; gli uffici comunali ci stavano lavorando da troppo tempo, ormai, e forse la nostra iniziativa ha accelerato l’iter.
Non è ancora l’attivazione ma è il primo passo verso l’adozione di un servizio indispensabile: l’isola ecologica va aperta ed i cittadini vanno incentivati al suo uso, anche con informazioni ed indicazioni chiare.
C’è ancora un bel tratto di strada da percorrere: chiunque avrà la responsabilità dell’amministrazione cittadina dovrà conseguire l’obiettivo con grande determinazione.

Sempre nell’incontro del 14 Aprile u.s., fra le proposte di Civis presentate ai candidati avevamo inserito la modifica dell’attuale modello di raccolta differenziata, il quale non prevede il “porta a porta” per tutto il territorio cittadino, circostanza che è fra le cause del mancato raggiungimento della percentuale del 65%.
Ci sembra che anche in questa occasione gli uffici comunali, che avevano in elaborazione da diversi mesi il nuovo progetto, abbiano accelerato.
Pochi avranno notato, infatti, che sull’albo pretorio del Comune di Ferentino è stata pubblicata la delibera di Giunta n.46 del 24 Aprile 2018, con la quale è stato approvato il progetto di modifica dell’attuale modello di raccolta, modifica finanziata dai fondi provinciali per il potenziamento della RD dei Comuni.
Ebbene, le innovazioni introdotte dall’amministrazione ci convincono un po’ meno, rispetto all’approvazione del progetto per l’isola ecologica.
E’ previsto l’ampliamento delle zone servite dal “porta a porta” –e questo è un dato positivo- ma nel centro storico non verrà adottato tale modello e continuerà la raccolta “di prossimità” con contenitori stradali; l’unica differenza sta nel fatto che per due frazioni –indifferenziato secco ed organico- saranno utilizzati “contenitori provvisti di specifici deterrenti per i non autorizzati”.
In sostanza, l’utente dovrà utilizzare una carta dedicata o con un codice personale, per accedere al contenitore e conferire il rifiuto, con modalità simili a quelle già utilizzate per le mini isole ecologiche informatizzate.
L’amministrazione comunale giustifica la mancata adozione del modello di raccolta “porta a porta” nel centro storico perché “non attuabile a causa della morfologia urbanistica della zona”.
E’ questa motivazione a non soddisfarci, anche perché generica e non dettagliata: tutti i centri storici della nostra Provincia scontano connotazioni urbanistiche dovute alle caratteristiche medievali dei nuclei urbani, ma ciò non toglie che in altri Comuni queste problematiche siano state affrontate e risolte.
L’iniziativa del Comune di Ferentino denota, però, la volontà di rimuovere gli ostacoli che impediscono il raggiungimento della percentuale del 65% di RD, che rimane un obiettivo ineludibile ed imprescindibile per l’amministrazione comunale.
Su questo punto non smetteremo di sollecitare – anche decisamente gli uffici comunali e gli organi di governo della città, chiunque risulterà eletto.

Ferentino,lì 27 Aprile 2018
Associazione CIVIS

17 APRILE 2018
Comunicato Stampa dell'associazione CIVIS di Ferentino

Emissioni odorigene pestilenziali nella frazione Cartiera-Stazione: l’associazione CIVIS chiede interventi urgenti di controllo e repressione

Con una comunicazione inviata nei giorni scorsi, l’associazione Civis ha chiesto al Comune di Ferentino, alla Provincia di Frosinone, alla Regione Lazio ed all’ARPA Lazio, di procedere ad eseguire verifiche e controlli nell’area di Ferentino fra Via Cartiera-Quarto, Via Morolense, e la linea delle FS poiché nelle ultime settimane si sono ripetuti con frequenza episodi di intensa e pervicace diffusione di emissioni odorigene che hanno arrecato gravi disturbi alle attività quotidiane dei cittadini ed hanno interessato anche il sito della scuola elementare e materna Cameracanne.

Non è possibile escludere che gli odori rilevati siano indice della presenza di sostanze che possano avere impatto sulla salute dei cittadini e pertanto, in considerazione delle ripetute segnalazioni di soci e cittadini, l’associazione si è attivata per chiedere formalmente controlli e verifiche, in particolare sul torrente Alabro e sugli scarichi ed attività limitrofe allo stesso.

Di seguito pubblichiamo la segnalazione e la richiesta d'intervento.

Associazione CIVIS


15 APRILE 2018
Pubblicazione slide incontro con i candidati sindaci di Ferentino


Di seguito pubblichiamo le slide dell'incontro "Problematiche ambientali e proposte d'intervento" che si è svolto ieri con i candidati sindaci di Ferentino.
Nei prossimi giorni, se i candidati ne faranno richiesta, pubblicheremo una relazione più dettagliata di quanto rappresentato con le slide.

Associazione CIVIS


7 APRILE 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Incontro con i candidati all’elezione del Sindaco del Comune di Ferentino
14 Aprile 2018, ore 17.00 – locali del “Ricambio”, via Casilina km 77,300

L’associazione Civis ha organizzato per il giorno 14 aprile 2018 presso i locali del Bar “Ricambio” al km 77.300 della via Casilina a Ferentino (a fianco dell’esercizio commerciale Colleverde), un incontro pubblico aperto ai cittadini, alle associazioni ed alle formazioni politiche, al quale ha invitato tutti i candidati all’elezione del Sindaco per le prossime elezioni del 10 giugno 2018.
Civis illustrerà ai candidati le problematiche ambientali che riguardano il Comune di Ferentino e le proposte elaborate dall’associazione.
Al termine dell’esposizione di Civis i candidati avranno un tempo, uguale per tutti, nel quale poter svolgere i loro interventi.
L’incontro sarà trasmesso in streaming sulla pagina http://www.facebook.com/civis.ferentino e sarà condotto dal dott. Ivan Quiselli, direttore della testata giornalistica anagnia.com.
 
I motivi per i quali Civis ha deciso di organizzare l’iniziativa sono diversi.
 
In primo luogo, informare i cittadini ed i candidati sulle più importanti tematiche ambientali che riguardano il Comune di Ferentino e sulle proposte d’intervento rappresentate dall’associazione; starà ai candidati valutarle e decidere se assumerle o meno nei loro programmi e soprattutto, una volta recepite, attuarle concretamente.
Nelle finalità statutarie di Civis, infatti, non c’è solo la tutela dei beni ambientali con il contrasto ad iniziative –sia dei privati che della pubblica amministrazione- che possono pregiudicare l’ambiente e la salute dei cittadini, ma anche l’attività di studio ed elaborazione di proposte e soluzioni che riteniamo debbano essere illustrate e messe a disposizione in modo trasparente, pubblico e univoco a tutti i candidati sindaci.
 
Nelle ultime settimane abbiamo letto ed inteso tante affermazioni in tema ambientale rese da chi molto spesso non ha conoscenza della realtà e dei problemi e fino ad ora si è limitato a commentare sui social network, ma ignora la fatica ed il gravoso impegno quotidianoche comporta la nostra attività.
Alla tutela dell’ambiente sono strettamente connessi la salute dei cittadini, lo sviluppo del territorio e la qualità della vita, temi sui quali non è consentito improvvisare.
Riteniamo, perciò, che sia tra i compiti di Civisfornire a tutti i cittadini ed ai candidati sindaci, gli strumenti e le informazioni utili alle loro scelte.
 
Gli argomenti che verranno trattati nell’incontro sono:
1- la bonifica della ex Cartiera di Ferentino;
2- le problematiche legate al SIN Bacino del fiume Sacco;
3- la raccolta differenziata nel Comune di Ferentino;
4- il risanamento della qualità dell’aria;
5- altre azioni, strategie ed interventi per l’ambiente
All’esposizione delle problematiche corrisponderà, per ogni argomento, l’indicazione delle proposte dell’associazione.
 
Associazione CIVIS


25 GENNAIO 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino
Termovalorizzatori di Colleferro: riparte il procedimento di bonifica del sito

Civis ha partecipato al Tavolo Tecnico svolto dal Ministero dell’Ambiente il 23 Gennaio u.s. sul procedimento di bonifica che riguarda il sito di Colle Sughero ove insistono gli impianti di termovalorizzazione di proprietà di Lazio Ambiente spa.
L’associazione aveva formalmente richiesto di partecipare al Tavolo Tecnico ed era stata ammessa dagli Uffici del Ministero.

L’importante procedimento languiva da un po’ nelle more del passaggio di competenze dovuto alla nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco, nel quale ricade il sito.
Diverse novità sono emerse dalla riunione.
In primo luogo l’iter per l’approvazione dell’indispensabile piano di caratterizzazione del sito non si era completato: mancava il provvedimento amministrativo conclusivo, la determina di approvazione del piano, che il Comune di Colleferro non aveva conseguito prima che la competenza fosse definitivamente incardinata in capo al Ministero dell’Ambiente per effetto della nuova perimetrazione del SIN Bacino del fiume Sacco, passaggio avvenuto con il DM n.370 del 04.08.2017 (“Linee Guida sulle procedure operative ed amministrative per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale SIN Bacino del fiume Sacco).
In secondo luogo, l’attività che riguarda i rilievi, i campionamenti e le analisi sulle acque di falda –risultate contaminate da cromo esavalente con il superamento dei limiti tabellari (CSC)- non erano state validate da ARPA Lazio poiché l’attività non si era svolta in contradditorio con l’ente come invece prescrive la normativa.
Il MATTM ha correttamente deciso di convocare nel più breve tempo possibile una conferenza di servizi con il fine di riportare il procedimento sui binari del corretto iter amministrativo, approvare il piano di caratterizzazione e risolvere il problema della validazione di Arpa Lazio.
Non si tratta di meri passaggi burocratici ma di attività fondamentali per giungere alla bonifica del sito.

Ferentino, lì 25 Gennaio 2018
Associazione Civis

23 GENNAIO 2018
Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Sul sito della Camera dei Deputati (link) è pubblicato il resoconto dell'audizione del 11 Dicembre 2017 svolta da Civis avanti alla Commissione Parlarmentare d'Inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Inoltre, a questo link è pubblicata la Relazione della Commissione dedicata alla Regione Lazio.

Ferentino, lì 23 Gennaio 2018
Associazione Civis

18 GENNAIO 2018
 Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino
“Le magnifiche monnezze e progressive” della SAF spa

“Roma ha bisogno dei TMB di Colfelice, di Aprilia e di Aielli; ha bisogno degli inceneritori di Colleferro e San Vittore, così come ha bisogno di altri 49 impianti dislocati in dieci regioni italiane e in tre Stati esteri, mentre usa anche inceneritori austriaci. Senza questi soccorsi sarebbe in permanente emergenza ed è assai difficile persuadere i cittadini di altri territori laziali”; queste le dichiarazioni dell’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio Mauro Buschini nell’audizione alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti del 01 Febbraio 2017.

L’ex capo segreteria dell’Assessore Buschini e oggi Presidente di SAF spa, ci dice invece che il problema non sarebbe l’emergenza capitolina ma i conti in rosso della SAF: i rifiuti di Roma giungono a Colfelice per ripianare i bilanci della società ciociara.

Non brillano per coerenza anche i 35 sindaci della Provincia di Frosinone che il 28 Giugno scorso votarono una delibera che impegnava la SAF a fermare il conferimento dei rifiuti romani a far data dal 01 Gennaio 2018, e che nell’assemblea del 15 Gennaio hanno smentito e capovolto la loro decisione: i rifiuti potranno continuare ad arrivare presso gli impianti della SAF almeno per altri due mesi, anzi fino al 31 Marzo, poi si vedrà.
A proposito, i 35 sindaci pro rifiuti romani rappresentano un totale di 154.106 cittadini, mentre i 17 sindaci che hanno votato contro il conferimento della monnezza capitolina ne rappresentano 168.462: su una questione così importante per il nostro territorio, una minoranza decide per la maggioranza; è un altro segnale delle distorsioni che si aggrovigliano attorno alla gestione della SAF.

Ma cosa saranno mai due mesi di proroga (un’altra!), due mesi in più di rifiuti?! Avremo nuovi impianti super-iper-mega tecnologici, l’aria profumerà di violette e non saremo costretti ad aumentare la tariffa e quindi la TARI.
Questa, in sintesi, la posizione del Presidente Migliorelli e della maggioranza (numerica) dei sindaci.
Il termine romanesco, visto che siamo in tema, che potremmo usare fra pochi mesi sarebbe “sòla”.
Speriamo di essere smentiti, però…….

Dopo le elezioni regionali, e quindi fra due mesi, tornerà all’approvazione del nuovo Consiglio il testo della Legge Regionale denominata “Green Act”, che nell’Art.11 contiene questa all’apparenza innocua frasetta: “Le Autorità (degli ATO, Ambiti Territoriali Ottimali, corrispondenti al territorio delle Province laziali) possono stipulare tra loro accordi finalizzati all’ottimizzazione gestionale delle dotazioni impiantistiche”.
Traduzione: due ATO, ad esempio quello di Roma e quello di Frosinone, potranno accordarsi così che il primo possa inviare i suoi rifiuti agli impianti del secondo. Si aggira così il divieto di circolazione dei rifiuti indifferenziati da un ATO all’altro, previsto dal vigente Piano Gestione Rifiuti il quale impone l’autosufficienza impiantistica.
Ed ecco che fra due mesi, appena il nuovo Consiglio Regionale avrà approvato il Green Act, il presidente SAF sarà nella condizione di non dover più chiedere nessuna deroga o autorizzazione ai sindaci e potrà continuare ad accettare i rifiuti romani presso gli impianti ciociari, senza alcun limite temporale o di quantità.

Per evitare l’aumento della tariffa di conferimento, che produrrebbe un aumento della TARI a carico dei cittadini, il presidente Migliorelli scommette sul finanziamento di 6 milioni di euro della Regione Lazio, fermo presso la Provincia di Frosinone e che sarebbe in procinto di sbloccare; con quei soldi si adeguano gli impianti, si riducono i costi, si risparmia e quindi niente aumento della tariffa: un piano industriale tutto nuovo in 60 giorni.
Ma non è affatto scontata l’erogazione del fondo, comunque costituito da risorse pubbliche. Fra qualche altro mese la SAF potrebbe dichiarare che per problemi burocratici non riesce a conseguire il finanziamento (magari scaricando le responsabilità su incolpevoli uffici amministrativi) ed è quindi “costretta” ad aumentare la tariffa.
Le ricadute sulle tasche dei cittadini saranno comprese fra 53 e 113 euro all’anno in più per utenza TARI.
Insomma, i cittadini ciociari si impegnano sulla differenziata, usano la tariffazione puntuale (meno rifiuti produci, meno paghi), sono più attenti all’ambiente, ma anziché premiati verranno penalizzati: oltre al danno la beffa.

Inoltre, gli interventi per il nuovo piano industriale indicati dal Presidente Migliorelli nella sua relazione, puntano ancora sul trattamento dei rifiuti indifferenziati (il recupero materiali ed il CSS sono prodotti dalla lavorazione dei rifiuti indifferenziati) le cui quantità continuano però a diminuire per effetto dell’aumento dei livelli di raccolta differenziata non solo nella Provincia di Frosinone, ma anche su Roma ed in tutto il Lazio; la stessa amministrazione regionale ha previsto per il 2018 una produzione totale di circa 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti indifferenziati, a fronte di una capacità impiantistica nel Lazio di quasi 2 milioni di tonnellate.
Dove prenderà la SAF, allora, la sua materia prima per far quadrare i bilanci e non aumentare la tariffa? Forse da fuori Regione, dai territori del sud Italia?
Ancora, non bisogna dimenticare che la Regione Lazio, Area Ciclo Rifiuti, nel provvedimento conclusivo della procedura di riesame dell’autorizzazione degli impianti SAF, ha imposto alla società l’ammodernamento degli stessi esclusivamente in relazione al fabbisogno della Provincia di Frosinone, non a quello di Roma o del Lazio.

Il core business della società rimane, in sostanza, centrato sui rifiuti indifferenziati mentre le possibilità di diversificare l’attività della SAF sono ampie e potrebbero spaziare, come previsto dal suo stesso Statuto, dai servizi di igiene ambientale e raccolta dei rifiuti per i Comuni alle bonifiche e risanamento ambientale, dal compostaggio al recupero e riutilizzo delle frazioni differenziate dei rifiuti urbani.
Per quale ragione i sindaci, la SAF e l’amministrazione regionale insistono pervicacemente in una strategia che li porta inevitabilmente fuori strada? Sul punto non possiamo non citare le conclusioni della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul Ciclo dei Rifiuti contenute nella Relazione sul Lazio: “La mancata attuazione di progetti innovativi ha sostituito a un ciclo dei rifiuti discarico-centrico, un ciclo privo di chiusura, con conseguente aumento dei costi di gestione dei rifiuti e dei costi per i cittadini”; ”Dalla chiusura di Malagrotta in poi, il sistema diviene rigido e soggetto a forte instabilità, soprattutto perché chi doveva programmare e realizzare un sistema alternativo –rispettoso delle leggi nazionali e delle direttive europee- finora non lo ha fatto”; “La questione di una corretta chiusura del ciclo dei rifiuti nella regione Lazio, con particolare riguardo all’impatto della produzione di rifiuti a Roma Capitale rimane dunque centrale, ponendosi la carenza progettuale e la mancata realizzazione di impianti come precondizione per condizionamenti impropri delle politiche pubbliche da parte di soggetti privati”.

Un nuovo corso, una nuova strategia industriale che possa coniugare bilanci e sostenibilità ambientale, risparmio di risorse ed efficienza, è concretamente attuabile ma non la si vuole: si premiano altre logiche, miopi.
Fin dal 2012 era evidente che l’aumento della raccolta differenziata nella Provincia di Frosinone avrebbe causato un crollo nella produzione di rifiuti indifferenziati e provocato gravi problemi ai bilanci della SAF.
Ma anziché provvedere ad una strategia industriale diversa ed alla riconversione degli impianti, si è scelto di acquisire rifiuti da Roma: più aumentava la percentuale di RD nella Provincia, più SAF si alimentava con i rifiuti romani, fino al sorpasso nel 2016 quando sono maggiori le quantità di rifiuti indifferenziati trattati per conto della Capitale che quelle conferite dai Comuni ciociari.
Si pagano oggi gli errori fatti allora, e domani si pagheranno gli errori che si commettono oggi.

Sulle ricadute ambientali ne abbiamo lette di tutti i colori, in questi ultimi giorni.
Il Presidente Migliorelli nelle pag.18 e 19 della sua Relazione dichiara che gli scarti di lavorazione degli impianti SAF anziché alla discarica di Cerreto in Roccasecca saranno conferiti alla discarica di Colle Fagiolara a Colleferro, ma solo quando saranno terminati i lavori di rimozione dei piloni della linea elettrica che ostacolano il conferimento dei rifiuti.
Perciò, allo stato attuale essendo chiusa la discarica di Colle Fagiolara, i rifiuti continueranno ad essere smaltiti presso l’impianto di Cerreto, e chissà per quanto tempo ancora; la discarica della MAD srl, nata per servire i Comuni della Provincia di Frosinone (il 50% è tuttora riservato al fabbisogno provinciale), rischia l’esaurimento delle volumetrie per colpa dei rifiuti romani, con le intuibili conseguenze.
La fuga dei sindaci dall’assemblea appena è stato chiesto loro di pronunciarsi sul futuro della discarica di Roccasecca, è sintomatica.
Ed a proposito di rispetto del principio di prossimità nel trattamento dei rifiuti (ognuno deve gestire i suoi rifiuti, sul suo territorio e con i suoi impianti), gli indifferenziati capitolini viaggerebbero per 130 km fino a Colfelice, poi per altri 80 km fino a Colleferro: qualcuno ha confuso l’economia circolare con il tour della monnezza.
E che saranno mai un po’ di TIR in più in Valle del Sacco?!
E già, che saranno mai un po’ di PM 10 e 2.5 in più, chi se ne frega della qualità dell’aria in un territorio già sotto procedura d’infrazione della Commissione Europea e censito come il peggiore d’Italia.

Di seguito pubblichiamo sia la Relazione presentata dal Presidente della SAF nell’assemblea del 15 Gennaio u.s., sia la Contro Relazione del Coordinamento dei sindaci del basso Lazio.
Invitiamo e sollecitiamo tutti, cittadini ed amministratori pubblici, a scaricare e leggere entrambi i documenti: il tempo speso per informarsi non è mai tempo perso.

Ferentino, lì 18 Gennaio 2018
Associazione Civis

15 GENNAIO 2018
 Comunicato dell'associazione Civis di Ferentino

Si è svolta ieri, 14 Gennaio 2018, l’assemblea ordinaria dei soci di CIVIS, convocata per il rinnovo
delle cariche sociali.
L’assemblea ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo così composto:
Presidente – Alessandro Ciuffarella;
Segretario – Giovanni Cavallo;
Tesoriere – Nello Crescenzi;
Consigliere – Paolo Di Stefano;
Consigliere – Paolo Di Clemente;
Consigliere – Lorenzo Santovincenzo;
Consigliera – Alessandra Cavallo.
All’assemblea è stata presentata una Relazione con la sintesi dell’attività svolta dall’associazione
negli anni 2015, 2016 e 2017, che è pubblicata in calce a questo comunicato.
La Relazione dettagliata sarà pubblicata a breve.
L’estratto del verbale dell’assemblea viene inviato a tutti i soci dell’associazione.

Ferentino, lì 15 Gennaio 2018
Associazione Civis

9 GENNAIO 2018
 AVVISO DI CONVOCAZIONE
ASSEMBLEA ORDINARIA DELL’ASSOCIAZIONE CIVIS


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